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Recovery Plan, Crippa (M5S): “non mi sembra che siamo così in ritardo come qualcuno dice”

Crippa (M5S): “da alcuni colleghi della maggioranza atteggiamenti strumentali. Non condivido le modalità, mi piacerebbe ci fosse un atteggiamento diverso. Recovery Plan? Non mi sembra che siamo così in ritardo come qualcuno dice”

Davide Crippa, deputato del M5S, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulle tensioni nella maggioranza. “Il M5S sta guardando a questa fase con l’attenzione che dobbiamo metterci per andare finalmente a rendere realizzabili tutti quei progetti che permetteranno all’Italia di ripartire dopo la crisi pandemica –ha affermato Crippa-. Tutte le altre questioni possono essere affrontate laddove non siano strumentali, ma mi sembra ci sia una curva sinusoide di comportamenti sistematici di alcuni colleghi della maggioranza, che periodicamente fanno queste azioni critiche. La sensazione è che siamo sempre in questa curva che sale e scende e determinate componenti della maggioranza hanno necessità di fare certe azioni e pretendere cose che gli italiani fanno fatica a capire. Non condivido le modalità, mi piacerebbe ci fosse un atteggiamento diverso”.

Sul Recovery Plan. “Ho la sensazione che questa storia che l’Italia è sempre in ritardo sia solo una sensazione all’interno nostri confini. Fino a ieri c’era una veto di due Paesi e non mi sembra che siamo così indietro come qualcuno dice. Nei prossimi giorni vedremo tutti i migliori percorsi per mettere pancia a terra questi progetti. Non mi sembra di essere in ritardo rispetto a parametri europei e altri Paesi europei”.

Sul M5S. “Non mi entusiasma l’idea che qualcuno nel nostro gruppo non abbia accettato il percorso che è uscito dai tavoli di discussione degli Stati generali. Se accetti di sederti, poi devi accettare anche le conclusioni”.

Sulla possibilità di spostamenti tra piccoli comuni. “In alcuni contesti ci sono comuni che sono distanziati da strisce pedonali come confini. Sono però consapevole che gli italiani, almeno stando ai sondaggi, per la grande maggioranza dicono di accettare queste misure disposte dal dpcm. Io tenderei a rimanere su un principio di precauzione”.