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Che cos’è la miastenia? Sintomi e gravità della malattia agli occhi che ha colpito Gennaro Gattuso

Photo by Paolo Bruno/Getty Images

Che cos’è la miastenia? Ecco sintomi, cause e pericolosità della malattia agli occhi che ha colpito l’allenatore del Napoli Gennaro Gattuso

Nel corso delle ultime partite del campionato di Serie A non vi sarà sfuggito un piccolo dettaglio nel look di Gennaro Gattuso. L’allenatore del Napoli porta una vistosa benda sull’occhio destro che lo aiuta a tenerlo chiuso per evitare problemi di vista. L’allenatore calabrese soffre infatti di una particolare malattia che ne altera la percezione visiva e che, visto il ruolo di guida dalla panchina, gli renderebbe impossibile seguire al meglio la gara a causa di una visione sdoppiata dei calciatori in campo. Un problema al quale Gattuso non è di certo nuovo. ‘Ringhio’ raccontò che in passato, quando ancora vestiva la maglia da giocatore del Milan nel corso di una partita contro la Lazio: “in campo vedevo sei Ibrahimovic e sei Nesta. Continuai a giocare ma quando entrai in tackle su Nesta capì che non potevo giocare più“.

Tornando al presente, la malattia si è ripresentata e nonostante Gattuso abbia difficoltà visive e non debba essere sottoposto a forte stress emotivo e fisico (stare in tensione per 90 minuti in panchina non è proprio l’ideale…), l’allenatore del Napoli non ha la minima intenzione di farsi da parte anzi, dopo Napoli-Torino non solo si è presentato senza benda, con gli evidenti segni di una malattia sull’occhio destro, ma ha anche fatto uno straordinario appello contro il body shaming.

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Che cos’è la miastenia e quant’è grave?

Il progresso in ambito scientifico ha permesso di fare grandi passi da gigante nella cura della malattia che fino al 1960 uccideva un terzo dei pazienti e risultava impossibile da curare in un altro terzo. Oggi la mortalità è quasi scomparsa, la malattia si può curare e con i sintomi ci si può convivere. La miastenia é una malattia autoimmune che comporta una forte debolezza muscolare ed è causata da una reazione abnorme del sistema immunitario diretta contro le sinapsi neuromuscolari, il punto di contatto tra le terminazioni nervose e la fibra muscolare che regolano la la contrazione muscolare mediante l’acetilcolina liberata dalla cellula nervosa. Tali reazioni sono spesso sconosciute o geneticamente determinate (reazione auto-immune).

Che sintomi comporta la miastenia?

Foto Getty / FRANCESCO PECORARO

La miastenia grave colpisce 1 persona su 10.000, maggiormente le donne fra i 15 e i 30 anni e gli uomini sopra i 45 anni. I sintomi che comporta sono in genere: visione sdoppiata o debolezza e affaticamento muscolare patologico. Può colpire i muscoli extraoculari causando la diplopia (visione sdoppiata) o la ptosi (abbassamento anomalo della palpebra superiore). In altri casi può anche interessare altri muscoli della testa causando difficoltà nel parlare, masticare e inghiottire. Possibile anche un coinvolgimento dei muscoli della respirazione. La miastenia grave può risultare anche letale se non diagnosticata e trattata in maniera adeguata: può portare ad una crisi miastenica, improvviso peggioramento che avviene a causa dall’assunzione di alcuni farmaci, durante stati febbrili o con l’anestesia chirurgica.

Attraverso quali farmaci si cura la miastenia?

gattuso malattiaPer curare tale malattia servono farmaci che agiscono bloccando la degradazione dell’acetilcolina a livello delle sinapsi neuromuscolari. La piridostigmina è la più usata fra gli inibitori dell’acetilcolinesterasi. Nelle forme generalizzate vengono impiegati farmaci immunodepressivi come i corticosteroidi (prednisolone, metilprednisolone), da usare con cautela ad inizio terapia a causa di alcuni effetti collaterali che potrebbero aggravarne i sintomi. Se non si raggiunge una stabilizzazione clinica sufficiente solo attraverso l’uso dei corticosteroidi, possono essere impiegati anche altri immunosoppressori come azatioprina o ciclosporina. In pazienti che vanno dall’età adolescenziale fino ai 60 anni è particolarmente indicata la timectomia chirurgica, in particolare quando sono presenti anticorpi contro il recettore dell’acetilcolina.