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John Lennon, 40 anni dalla morte del mito: fece la storia con i Beatles ma sognava di giocare nel Liverpool

Photo by Ron Case/Keystone/Hulton Archive/Getty Images

Sono passati 40 anni dalla morte di John Lennon, straordinario artista con i Beatles che da bambino però sognava una maglia del Liverpool

Sono le 22:50 di una fredda sera di New York, è l’8 dicembre 1980, John Lennon sta rientrando presso la sua abitazione nel ‘Dakota Building’. David Chapman, un fan mentalmente squilibrato, spara 5 colpi di pistola verso il cantante: il primo lo manca, gli altri 4 lo colpiscono alla schiena. “I’m shot“, le sue ultime parole soffocate dal dolore prima dell’inutile corsa in ospedale: 40 anni fa il mondo piangeva la morte di John Lennon.

Look inconfondibile, con o senza barba a seconda dei periodi storici, occhiali tondi, voce e chitarra impresse nella storia, John Lennon fu l’anima dei Beatles insieme a Paul McCartney, le due menti che tradussero il loro genio artistico nei testi e nella musica che rese famoso il quartetto britannico. I Beatles divennero un fenomeno mondiale, non solo artistico ma anche socio-culturale in grado di influenzare diverse epoche e vendere oltre 1 miliardo di copie fra album, singoli e musicassette. Eppure non tutti sanno che il mondo ha rischiato di non vedere mai i Beatles, proprio a causa del loro leader. Il motivo? John Lennon in realtà voleva fare il calciatore!

Photo by Harry Benson/Express/Getty Images

Sognava, da ragazzino, di giocare ad Anfield Road e tra noi era senza dubbio il più bravo con il pallone“, raccontò una volta Pete Best, il primo batterista dei Beatles. Ed in effetti nonostante il gruppo si fosse formato a Liverpool, John Lennon era l’unico a tifare per i ‘Reds’. Paul McCartney sosteneva la squadra dell’altra metà cittadina, l’Everton; Ringo Star era tifoso dell’Arsenal; a George Harrison invece interessavano le… macchine. Nella musica dei Beatles sono presenti diversi riferimenti, più o meno velati, al calcio e al Liverpool in particolare: nel video di ‘Help!’ i 4 indossano una sciarpa con i colori dei Reds, mentre sulla cover di ‘Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band’ è presente anche l’attaccante dei Reds Albert Stubbins, idolo di Lennon.

A riprova di quanto Lennon sognasse di fare il calciatore da bambino c’è un’ulteriore riferimento tratto dalla sua musica. La copertina di ‘Wall and Bridges‘: un disegno che lo stesso John Lennon fece ad 11 anni, nel quale è raffigurata la finale di Coppa d’Inghilterra del 1952 tra Arsenal e Newcastle con il grandissimo numero 9 bianconero Jackie Milburn. Numero che per altro viene ripreso nel brano ‘#9 dream‘. Chissà come sarebbe stato il mondo se John Lennon avesse fatto cantare i tifosi, non ai suoi concerti, ma esultando dopo un gol sotto la Kop.