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Icardi (Regioni): ‘Risposta migliore dove territorio e ospedali integrati’

Roma, 3 dic. (Adnkronos Salute) – Nell’emergenza pandemica “le Regioni che hanno saputo integrare il territorio ospedali hanno dato risposte migliori”. Lo ha sostenuto Luigi Icardi, coordinatore della Commissione salute della Conferenza delle Regioni, intervenendo all’incontro online ‘Diritto alla Salute e Covid-19 ripartiamo dall’equità’, per la presentazione dell’associazione ‘Salutequità’ e del suo primo report.
“Arriviamo da una sanità ospedalocentrica. Con tagli che hanno colpito, negli ultimi 20 anni, prevalentemente il territorio. Le Regioni che hanno saputo mantenere una rete importante, integrata anche con il sociale, hanno risposto meglio anche all’emergenza pandemica”. I segnali di questa necessità di integrazione sono moltissimi, “per esempio gli accessi impropri al pronto soccorso. Sappiamo bene che il 20% dei ricoveri ospedalieri potrebbero essere evitati con una medicina territoriale pro-attiva, organizzata. Il futuro è quello di avere un modello ben strutturato e di coordinare quello che c’è sul territorio, come i medici di famiglia”. E le nuove figure introdotte di recente “come l’infermiere di famiglia, importantissimo”.
Importante, per Icardi, anche la tecnologia su cui molto si sta puntando: “abbiamo approvato una serie di norme in Commissione salute che hanno dato copertura giuridica alla televisita, al teleconsulto e stiamo lavorando anche sulla teledialisi”, ha aggiunto Icardi che ha ammonito: “evitiamo di intasare gli ospedali e davvero avremo centrato l’obiettivo dell’equità”.
Concorda sulla necessità di investire sul territorio Domenico Mantoan, direttore generale dell’Agenas. “Sicuramente – ha detto – il Covid ha portato tante disgrazie ma ha fatto capire, agli italiani e alla classe politica, che non si può non finanziare il Ssn. Spero che non ci sia la memoria corta e che si continui ad investire anche dopo”. Per Mantoan, in particolare, “è fondamentale che ci sia un modello definito, a livello nazionale su come deve svilupparsi i sistema sanitario”. E serve che il territorio abbia “una sua metrica, una sua tassonomia, una sua organizzazione omogenea” così come è stato fatto per l’ospedale.
Di investimenti, quelli in arrivo dall’Europa, ha parlato infine Andrea Urbani, direttore generale della Programmazione sanitaria del ministero della Salute. “Il Ssn ha tanti pregi se confrontato ad altri sistemi ma qualche difetto lo ha. E l’equità è tra questi – ha detto riferendosi alla ‘mission’ della nuova associazione ‘Salutequità’ – equità tra territori, tra classi sociali, differenti capacità di acceso ai servizi. Il recovery fund è un’occasione per far fare un salto, in pochi mesi, al nostro sistema. E’ fondamentale che queste risorse vengano utilizzate in una visione comune, che vengano date al Governo perché elabori progetti condivisi con l’IUnione europea. Fondamentale che tutto avvenga con una regia condivisa con le Regioni e guidata centralmente per garantire armonia. Il territorio è uno degli investimenti più importanti che dobbiamo modulare su tutte le aree del Paese”, ha concluso.