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Esame Suarez, l’accusa dei pm: “la Juventus avrebbe ostacolato le indagini”

Foto Getty / Alessandro Sabattini

Esame Suarez, i pm continuano a far chiarezza sulla posizione della Juventus: la società bianconera avrebbe ostacolato le indagini

Emergono interessanti novità dalle indagini della Procura di Perugia in merito all’esame farsa sostenuto da Luis Suarez per ottenere la cittadinanza italiana e diventare un calciatore della Juventus. Secondo quanto riportano ‘Il Corriere della Sera’ e ‘La Repubblica’, ci sarebbe la possibilità che la Juventus abbia abbandonato la trattativa con Luis Suarez perchè avvertita dell’indagine in merito all’esame sostenuto presso l’Università per stranieri di Perugia. Il procuratore capo di Perugia Raffaele Cantone, insieme ai p.b. Abbritti e Mocetti, mette per iscritto che: “sussistono fondati dubbi che i rappresentanti della Juve abbiano potuto avere contezza, nel lasso temporale dall’8 al 14 settembre, di questo procedimento e delle attività tecniche in corso“.

Secondo la Procura inoltre, la testimonianza del 25 ottobre rilasciata dall’avvocato bianconero Luigi Chiappero sarebbe macchiata da alcune bugie “nella parte in cui dichiara di aver contattato la viceprefetta Antonella Dinacci dopo averne trovato il nominativo sul sito del Viminale” e quando “gli venne fatto capire da Dinacci che i tempi per ottenere la cittadinanza entro il 6 ottobre non ci fossero“. I legali della Juventus, secondo la Procura, sarebbero arrivati a parlare con Dinacci dopo aver contattato la ministra De Micheli, amica di gioventù di Fabio Paratici, e il capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Bruno Frattasi.

Per quanto riguarda la motivazione ‘calcistica’ alla base dell’interruzione dei rapporti con Luis Suarez, “per gli inquirenti si tratta di una ‘falsa rappresentazione’ basata su un ‘presupposto inesistente’ – scrive il Corriere della Sera – poiché dal Viminale erano arrivate indicazioni opposte: Suarez poteva diventare italiano in tempo utile per le esigenze juventine“. I p.m. parlerebbero dunque di “inquinamento probatorio” da parte di Chiappero e Paratici: attraverso le loro false dichiarazioni avrebbero reso difficoltosa la ricostruzione dei fatti.