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Ufficiale il rinvio delle elezioni regionali in Calabria: non si voterà il 14 febbraio. Clamorosa gaffe di Spirlì, non sa neanche leggere i dati Covid

elezioni regionali in calabria

Elezioni Regionali Calabria, Spirlì: “non voteremo il 14 febbraio, a breve nuova data”. E scivola in una clamorosa gaffe sui dati della pandemia

Una cosa è certa: non voteremo il 14 febbraio perchè tutto è cambiato e perchè non siamo così scriteriati da mandare i calabresi alle urne, alla luce di quello che sta accadendo nelle ultime giornate, cioè l’aumento dell’Rt da 0,64 a 1,9, quasi 2 e un raddoppio dei contagiati da avantieri ad oggi. Questo è assolutamente indiscutibile“. Con queste clamorose gaffe, il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì ha commesso la cattiva figura di fine anno in un video pubblicato sulla sua pagina facebook, che riportiamo integralmente in coda all’articolo. Spirlì, infatti, dimostra di non aver capito neanche come si devono leggere i dati della pandemia: l’indice Rt della Calabria aggiornato ieri dall’Istituto Superiore di Sanità non è affatto di 1,9, bensì di 1,09, quindi lontanissimo da 2. Sarebbe stato un dramma sanitario se davvero fosse a 1,9, ma c’è uno zero di mezzo che rende la situazione molto più tranquillizzante. Inoltre non è affatto vero che i contagiati sono raddoppiati da avantieri: è raddoppiato il numero di casi soltanto perchè è triplicato il numero di tamponi, mentre il tasso di positività è addirittura diminuito. Ieri e oggi abbiamo avuto oltre 400 nuovi casi al giorno soltanto perchè sono stati processati oltre 3.000 tamponi giornalieri, mentre nei giorni precedenti avevamo 200 nuovi casi al giorno con meno di mille tamponi giornalieri. E’ evidente, quindi, che il virus sta continuando a circolare più o meno con lo stesso ritmo, ma se per 2-3 settimane tra l’Immacolata e il Natale (in Calabria come in tutt’Italia) è crollato il numero di tamponi effettuati, è lapalissiano che abbiamo avuto un crollo apparente dei casi e un crollo dell’indice Rt che però non significava nulla, perchè i casi c’erano comunque ma non venivano tracciati. Adesso non c’è alcun aumento, se non quello dei tamponi che quindi fanno emergere il numero di casi (in quasi totalità asintomatici) che nelle scorse settimane rimaneva sommerso.

L’unico dato affidabile è quello relativo ai ricoveri, che in Calabria continuano a diminuire da quasi un mese dopo il picco dell’1 dicembre. Gli ospedali non sono più in affanno com’era accaduto a Novembre, non certo per l’alta mole di ricoveri (che a fronte dei 2 milioni di abitanti calabresi sono sempre stati pochissimi) ma bensì per l’incomprensibile concentrazione dei malati Covid nei 3 soli Hub Regionali mentre tutti gli altri Ospedali sono sempre rimasti vuoti, come ampiamente documentato in più articoli di StrettoWeb e servizi televisivi di emittenti nazionali.

Oggi negli ospedali calabresi abbiamo soltanto 261 pazienti ricoverati, di cui appena 18 in terapia intensiva. Il dato è in diminuzione quotidiana, grazie all’elevato numero di guariti e dimessi. Siamo lontanissimi dai dati del 13 Dicembre, il giorno in cui la Calabria tornava in “zona gialla” eppure c’erano 362 ricoverati, esattamente 101 più di oggi, e soprattutto dal picco della seconda ondata, che è stato il 1° dicembre quando in Calabria avevamo 457 ricoverati, esattamente 196 più di oggi, e soprattutto 40 in terapia intensiva, più del doppio rispetto ad oggi. Eppure in quei giorni la Calabria era già stata declassata a “zona arancione“, dopo le tre settimane “rosse” trascorse a Novembre.

Nel suo video, Spirlì ha detto che “Qualche buontempone, chiaramente legato alle frange polemiche dei partiti di governo, non ultimo un deputato dei 5 Stelle, continua a sottolineare che la data del 14 febbraio sia stata scelta all’epoca dalla maggioranza e dal presidente della Regione. Dimentica, il parlamentare, che – lo ripeterò fino alla nausea – la forbice temporale per la scelta della data dal 10 febbraio al 15 aprile 2021 l’ha dettata il governo Pd-Movimento 5 Stelle-Italia Viva e Leu, per cui il governo Pd-Movimento 5 Stelle-Italia Viva-Leu si è assunto la responsabilità di stabilire che quella forbice, dal 10 febbraio al 15 aprile, quando fu comunicata dava una solidità dal punto di vista della sicurezza sanitaria. Quindi poche chiacchiere, nessuno si sente il Re Sole, ma nessuno, tanto meno il presidente facente funzioni della Regione consentirà al benchè minimo stupidello di rigirare la frittata. Il governo ci ha detto che si poteva votare in quel lasso di tempo e noi abbiamo scelto la data più onesta, su indicazione di tutti i capigruppo presenti al consiglio. Ora siamo arrivati alla fine di dicembre e ci siamo accorti che qualcosa e’ cambiato: l’Rt in Calabriaè in salita, dallo 0,64 a oggi che rasenta il 2, anzi lo raggiunge (dato assolutamente falso, ndr). Alle stesso modo è raddoppiato il numero dei contagiati da due giorni a oggi. Mi sono premurato di chiedere al governo di confermarmi quella famosa forbice, ho scritto ai ministri Boccia, Lamorgese e Speranza e il governo si è premurato di rivolgersi al Comitato tecnico scientifico che ha risposato che non è auspicabile votare nella data indicata. Nella giornata di oggi dal ministero della Salute è arrivata una risposta, una risposta che non è arrivata dal Consiglio dei ministri di ieri. A questo punto vi posso assicurare che ancora una volta non aspetteremo che siano altri a decidere: in piena serenità ho contattato le rappresentanze dei partiti nazionali e regionali e il presidente del Consiglio regionale, ho contattato molti consiglieri regionali, ho avuto modo di confrontarmi con tutta la Giunta regionale. Sto preparando con gli uffici l’atto, che sarà quanto prima presentato, con la data definitiva delle lezioni. Per rispetto istituzionale attendo di avere un’interlocuzione con il presidente della Corte d’appello, ma vi assicuro che nessun calabrese sarà messo in pericolo e sarà portato davanti la cabina elettorale se non ci saranno tutte le certezze che in cabina elettorale ci entra sano e ci esce sano. Ci viene ancora una volta chiesto di decidere e lo faremo“. Spirlì poi auspica “di poter dire già domani la data definitiva che ho scelto, d’accordo con i rappresentanti politici di tutto l’emiciclo dl Consiglio regionale“, aggiungendo che “una cosa è certa, non voteremo il 14 febbraio perche’ tutto e’ cambiato e perche’ non siamo cosi’ scriteriati da mandare i calabresi alle urne, alla luce di quello che sta accadendo nelle ultime giornate, cioe’ l’aumento dell’Rt da 0,64 a 1,9, quasi 2 e un raddoppio dei contagiati. Credo che – conclude il presidente facente funzioni della Regione Calabria – sarebbe veramente folle impedire ai calabresi di andare a votare o doverli mandare a votare a rischio della propria salute. Non ci penso nemmeno. Il governo non lo ha fatto, lo facciamo noi, lo faccio io. Lo faremo noi e lo condividerò con tutte le persone che sono chiamate a rispondere a questa necessità, assieme a me, e lo faremo proprio perchè i calabresi non meritano di essere trattati come finita li ha trattati questo governo“. Spirlì dimentica però che a ottobre 2020 in molti comuni d’Italia si è andati al voto con numeri epidemiologici analoghi se non peggiori rispetto agli attuali. E la democrazia rimane ancora una volta sospesa, in una terra che ne avrebbe disperatamente bisogno.