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L’ennesimo disastro politico umilia lo sport italiano, Malagò avverte: “rischiamo di andare alle Olimpiadi senza inno e bandiera”

malagò Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Lo sport italiano rischia di pagare l’ennesimo errore politico: il Cio potrebbe sanzionare il Coni, l’Italia rischia di andare alle Olimpiadi senza inno e bandiera

Il rischio è molto elevato di andare a Tokyo senza inno e bandiera. Nessuno si augura sanzioni, sarebbe un danno di immagine spaventoso“. Giovanni Malagò, non ha nascosto l’eventualità che l’Italia possa presentarsi alle Olimpiadi di Tokyo 2021 in una condizione a dir poco umiliante. Quello segnalato dal presidente del Coni è un rischio concreto e deriva dalla possibilità che il Cio, il prossimo 27 gennaio, possa sanzionare il Coni a causa dell’ultima riforma dello sport voluta dal governo. Il Coni infatti rischia di perdere la sua autonomia e di entrare in conflitto con l’articolo 27 della Carta Olimpica che certifica l’autonomia rispetto al governo come uno dei punti imprescindibili per partecipare alle Olimpiadi. L’Italia rischia dunque di gareggiare senza Inno di Mameli e Tricolore.

E’ abbastanza imbarazzante essere arrivati a questo punto, tutti sanno il rischio che corriamo, ci auguriamo che chi ha l’onere e la responsabilità di trovare la soluzione quantomeno mantenga la parola. L’Italia in questi frangenti dà il meglio di sè e tira fuori il coniglio dal cilindro“, ha dichiarato Malagò alla trasmissione ‘Sabato Sport’ su Rai Radio 1. Recentemente il Cio ha dimostrato molta fermezza nel sospendere la Bielorussia per motivi socio-politici e la Russia in seguito della sentenza doping. Gli atleti non coinvolti potranno gareggiare senza inno, bandiera e con la descrizione di ‘atleta neutrale’. Stessa sorte che toccherebbe, ad esempio, alla nostra Federica Pellegrini all’ultima Olimpiade. “Pensate alla Russia, Paese top non solo nello sport, che non potrà partecipare con la propria bandiera nè alle Olimpiadi di Tokyo nè ai Giochi invernali di Pechino. – ha tuonato MalagòNon so se vi rendete conto della pesantezza della decisione anche per i rapporti con Giappone e Cina. Ci auguriamo che chi ha l’onere e la responsabilità di trovare la soluzione quanto meno mantenga la parola perchè ormai tutti sanno perfettamente il rischio che corriamo“.