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Coronavirus, la Preside del Liceo Classico di Reggio Calabria: “sul 75% sono un pò dubbiosa, a mio avviso è rischioso”

scuola coronavirus Foto di Daniel Pockett/Getty Images

Coronavirus: le parole di Maria Rosaria Rao, Dirigente scolastico del Liceo “T. Campanella” di Reggio Calabria

Sul 75% sono un po’ dubbiosa, a mio avviso è rischioso“. A dirlo all’AdnKronos è Maria Rosaria Rao, Dirigente scolastico del Liceo “T. Campanella” di Reggio Calabria, a proposito delle disposizioni del nuovo Dpcm che prevedono che dal 7 gennaio gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado tornino in classe almeno in una percentuale del 75%. “Ben venga il rientro a scuola in presenza, su questo non ci sono dubbi – afferma la preside – però il 75% per il momento penso sia un po’ troppo. A settembre, al di là di quelle che erano state le indicazioni ministeriali, avevo già suddiviso la classe in due gruppi, il 50% in presenza e il 50% ci seguivano da casa, quindi in contemporanea io avevo il gruppo classe al completo. Ovviamente con l’inversione settimanale delle classi. E mi sono trovata molto bene. La turnazione del 50% mi ha permesso di regolamentare molto bene, scaglionando gli ingressi e le uscite, e di regolamentare molto bene anche gli assembramenti all’interno della scuola ed evitando assembramenti fuori della scuola“. Per la Dirigente scolastica, “col 50%, fornendo la scuola di termo scanner e mettendo in opera tutte quelle misure atte a prevenire forme di contagio, nella mia scuola non abbiamo avuto nemmeno un caso. Il 75% mi andrebbe anche bene, ma solo se questo nuovo tavolo di coordinamento presieduto dal prefetto e di cui parla il Dpcm, davvero ponesse in essere quell’accordo necessario tra gli orari e le attività didattiche e soprattutto per i trasporti del servizio pubblico. Questa è la cosa importante, perché è fuori, è nelle famiglie il problema. Il 75% nelle aule, quindi, per me è un po’ troppo, perché non rende possibile mantenere l’opportuno distanziamento di un metro”. E’ chiaro, aggiunge la preside, “che ci atterremo a quelle che sono le linee che il ministero ci indicherà, su questo non ci sono dubbi, ma se dovessi dare un consiglio a Conte, non andrei oltre il 50% in presenza, con l’utilizzo della didattica digitale integrata, le opportune pause di disconnessione e con la turnazione che comporti un’inversione settimanale dei gruppi, e tenendo anche conto delle situazioni di fragilità, di disabilità o di particolari patologie che necessitano la presenza“. Il 75%, conclude la preside, “secondo me è rischioso, per la capienza delle aule, per i trasporti e per l’inevitabile assembramento che si creerebbe all’uscita delle scuole”.