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Coronavirus, i tragici dati dei decessi in Italia. Conte: “età media molto alta è una delle cause. Il vaccino non sarà obbligatorio”

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Nel periodo di osservazione febbraio-novembre 2020 si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. L’analisi e le parole del Premier Conte

L’Italia è tra i Paesi più tragicamente colpiti dal Coronavirus e tra i fattori che hanno contribuito al numero alto di decessi “c’è l’età molto alta della popolazione” ed il fatto che “si invecchia male”. Ad affermarlo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso della conferenza stampa di fine anno da Villa Madama. A questi fattori, si sommano anche le “abitudini di vita” e la cultura secondo cui molto spesso gli anziani vivono con i figli o i nipoti. Nel periodo di osservazione dell’epidemia di Covid-19 (febbraio-novembre 2020) si stimano complessivamente circa 84 mila morti in più rispetto alla media del 2015-2019. Lo annuncia l’Istat nel Rapporto prodotto congiuntamente dall’Istituto nazionale di statistica con l’Istituto Superiore di Sanità (Iss). I decessi di persone positive al Sars-Cov-2 registrati dalla Sorveglianza integrata riferiti allo stesso periodo sono 57.647 (il 69% dell’eccesso totale).

Per un bilancio “aspettiamo a farlo quando usciremo da questa pandemia”, ha dichiarato Conte a proposito dei dati relativi al numero dei morti, al calo dell’economia, alle restrizioni delle libertà, garantendo comunque che da parte del governo ci sarà sempre il “massimo impegno”. Per quanto riguarda i problemi economici, il Premier ha ricordato come l’Italia sia stato “il primo Paese occidentale in cui è scoppiata la pandemia” e quindi ad elaborare un piano pandemico. Ha poi precisato che “le misure restrittive sono dappertutto” e in alcuni Paesi sono addirittura più severe. E infine, in merito al vaccino, che secondo il sottosegretario Sandra Zampa potrebbe diventare obbligatorio per gli operatori sanitari, “non valutiamo ed anzi escludiamo una vaccinazione obbligatoria. Confidiamo di raggiungere una buona fetta della popolazione anche su base facoltativa”, ha concluso Conte.