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**Coronavirus: Banfi, l’appello ai nonni di ‘Libero’, ‘a Natale serve sacrificio’**

Roma, 3 dic. (Adnkronos) – “Se questo Natale ci alleggerisce i guai, i morti, le terapie intensive, che ci importa di vederci proprio in quel giorno? Anzi, i nonni dovrebbero essere i primi a dire ‘sì amore di nonno, non ti preoccupare, ci vediamo appena possibile’. Chiedo ai nonni italiani, come nonno d’Italia di 14 milioni di italiani, questo sacrificio: facciamo i bravi raghezzi. Per una volta, ci sentiamo ‘raghezzi’, anche noi. Poi godremo di più, saremo più felici”. A dirlo all’Adnkronos è Lino Banfi, ‘il nonno d’Italia’, che commenta così le nuove regole sulle misure restrittive riguardanti i giorni delle feste natalizie.
“Io penso che non succede niente se per una volta facciamo un Natale apparentemente più triste -spiega Banfi- Ma in realtà adesso siamo talmente tristi come base, che questa tristerellità non è grave. Prima sarebbe stata una cosa pesantissima allontanarci dai nostri cari. Ma adesso che siamo tutti impauriti, abbiamo avuto il terrore per tutto ciò che accade e che accadrà, questa piccola cosa, se per una volta facciamo un Natale diverso, prendiamola come se avessimo cambiato gli orari. Come quando si cambia l’orario di cena. Questo Natale non vedo i nonni? Li vedrò a Santo Stefano”.
“Nella mia famiglia, ad esempio, per tradizione ci riuniamo tutti e facciamo un pranzo con tutte le specialità della Puglia -rivela Banfi- con frutti di mare crudi, e altre cose tipiche. Ecco, farlo dopo due giorni, è la stessa cosa. Prendiamola così”. (di Ilaria Floris)