fbpx

Caso Ripepi, Carbone: “in un paese normale dovrebbe dimettersi”

Caso Ripepi, Carbone: “in un paese normale dovrebbe dimettersi in attesa che ogni aspetto di questa odiosa vicenda venga chiarita”

“Siamo consapevoli che dal punto di vista meramente giuridico il consigliere Ripepi potrebbe non avere l’obbligo di denuncia delle circostanze conosciute nell’ambito del suo ufficio di padre spirituale della comunità Pace”. E’ quanto scrive in una nota Paola Carbone, Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Reggio Calabria anche nome di tutte le Associazioni aderenti alla Rete “25 Novembre ed oltre”. “Ma il rilievo sulla liceità giuridica – prosegue– non far venir meno l’aspetto etico che in via assoluta si può e si deve pretendere soprattutto da parte di chi amministra e rappresenta i cittadini. Vogliamo quindi stigmatizzare con fermezza il comportamenti di chi preferisce suggerire atteggiamenti omertosi, secondo il vecchio detto che i panni sporchi si lavano in famiglia, continuando a mettere a rischio la vita ed il futuro di una minore. In un paese normale il consigliere Ripepi dovrebbe essere riconosciuto quale ministro del culto e quindi essere ineleggibile. In un paese normale il consigliere Ripepi dovrebbe dimettersi in attesa che ogni aspetto di questa odiosa vicenda venga chiarita. Ma l’Italia non è un paese normale. Esigiamo da chi rappresenta le Istituzioni oltre che il rispetto della legge anche che mantenga sempre comportamenti ed azioni civili. Riteniamo quindi che il Consigliere Ripepi non rappresenti con dignità il ruolo che ricopre in Consiglio Comunale, chiediamo pertanto le sue dimissioni”, conclude.