fbpx

Il Calcioscommesse, l’intuizione di Bearzot e la rinascita nel Mondiale 1982: il mito di Paolo Rossi, dalla polvere alla gloria

Foto Getty / Tony Duffy/ALLSPORT

Squalificato 2 anni prima per Calcioscommesse, Bearzot decise di portarlo ugualmente al Mondiale 1982: Paolo Rossi regalò la 3ª Coppa del Mondo all’Italia

A volte quello di cui una persona ha bisogno è solo una seconda possibilità. La storia di Paolo Rossi ne è un’incredibile dimostrazione. Il 1980 fu uno degli anni più neri per il calcio italiano travolto dal Calcioscommesse o ‘Totonero’. Un vero e proprio scandalo fatto di risultati truccati e combine organizzate a tavolino da un commerciante e un ristoratore che coinvolsero calciatori e squadre di Serie A: Milan e Lazio pagarono a caro prezzo con la retrocessione, diversi calciatori vennero radiati, Paolo Rossi (accusato di combine) venne squalificato per 3 anni, poi ridotti a 2.

Nel 1982 si sarebbero svolti i Mondiali in Spagna, Paolo Rossi che si rese protagonista insieme a Roberto Bettega nell’edizione 1978, grazie alla riduzione della squalifica avrebbe potuto partecipare. Le sue condizioni erano però pessime: non giocava praticamente da 2 anni, aveva preso qualche kg e non riusciva a tradurre nei movimenti la velocità di pensiero, l’intuizione, la lettura dell’azione che lo avevano contraddistinto. In parole povere: cervello e corpo andavano a due velocità diverse. Enzo Bearzot, commissario tecnico dell’Italia dell’epoca, volle ugualmente puntare su di lui, riconfermando il blocco Juventus che aveva fatto bene in Argentina 4 anni prima. Fu un rischio, non solo dal punto di vista fisico: la stampa non gli perdonò l’esclusione di Roberto Pruzzo, capocannoniere della Serie A con 22 reti, per far giocare praticamente un calciatore che a malapena si reggeva in piedi. Bearzot sapeva però che convocando Pruzzo, al primo errore di Rossi, lo avrebbe perso definitivamente in favore dell’attaccante giallorosso che dava più sicurezze.

Foto Getty

Decisione presa, Paolo è il centravanti e non si discute. L’inizio del Mondiale non fu dei migliori: 3 pareggi contro Polonia, Perù e Camerun. L’Italia, testa di serie, passa per differenza reti, come seconda: Paolo Rossi delude, le critiche piovono copiose. Bearzot fu l’unico ad essere fermamente convinto delle qualità di ‘Pablito’. Nella seconda fase a gironi (all’epoca ce n’erano 2), l’Italia venne inserita nel girone di ferro con Argentina e Brasile, una condanna quasi già scritta. Quasi… perchè si sa che l’Italia nelle difficoltà si esalta. Gentile morde Maradona per tutta la prima partita (20 falli contati!), l’Italia batte l’Argentina per 2-1 grazie ai gol di Tardelli e Cabrini. Contro il Brasile è ancora più dura: i verdeoro sono così sicuri di passare il turno che hanno già prenotato l’hotel per Madrid. Avranno una brutta sorpresa: Paolo Rossi si sveglia dal suo torpore con una splendida tripletta, la gara finisce 3-2 e nella mente di Zico e compagni verrà ricordata come ‘La tragedia del Sarrià‘.

Da lì ‘Pablito’ non si fermerà più. Due gol contro la Polonia in semifinale, uno nella finalissima contro la Germania travolta per 3-1 dalle reti di Tardelli e di Altobelli. L’Italia divenne Campione del Mondo per la terza volta nella sua storia interrompendo un digiuno lungo 44 anni. Storiche le immagini dell’urlo di Tardelli; l’esultanza del presidente Pertini allo stadio; la partita a scopone scientifico fra lo stesso Pertini in coppia con Zoff contro Bearzot e Causio sull’aereo di ritorno, con tanto di coppa vicino. Storica anche l’impresa di Paolo Rossi che quella seconda opportunità ha saputo coglierla diventando Campione del Mondo, capocannoniere del Mondiale e poi Pallone d’Oro. Paolo Rossi è scomparso ieri notte, dopo aver combattuto contro un male incurabile: la sua morte ha lasciato un vuoto immenso, ma nel ricordo del Mondiale 1982 ‘Pablito’ vivrà per sempre.