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Brogli Elettorali a Reggio Calabria, Fiamma Tricolore: “il ministro intervenga con lo scioglimento”

Brogli Elettorali a Reggio Calabria, Fiamma Tricolore: “la questione morale affligge gli uomini dell’amministrazione Falcomatà. Il ministro intervenga con lo scioglimento”

“Una delegazione del Movimento Sociale ha partecipato questa mattina a Piazza Italia per unirsi alle richieste di annullamento delle recenti elezioni comunali avanzata dal movimento di Klaus Davi, alla presenza del nostro candidato sindaco Angela Marcianò e della tenace consigliera Filomena Iatì”. E’ quanto scrive in una nota Giuseppe Minnella, Portavoce Provinciale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. “Ripercorrendo il nostro operato –prosegue– dobbiamo ricordare come, nel corso degli ultimi due anni almeno, il Movimento Sociale abbia più volte puntato l’indice sulla questione morale che attanaglia l’operato quotidiano del sindaco e dei suoi collaboratori più stretti: gli appelli lanciati però sono rimasti tutti inascoltati e per di più alle ultime elezioni non è stato sollevato dall’attuale sindaco un minimo appunto sulle candidature di suoi uomini già imputati in altre inchieste oltre alla famosa vicenda Miramare che vede anch’egli coinvolto in prima persona. La spregiudicatezza quotidiana con cui alcuni suoi uomini si sono comportati ed ancora si comportano all’interno della istituzione che rappresentano è un segnale molto grave considerando che l’amministrazione Falcomatà succedeva al primo commissariamento di una città metropolitana per infiltrazioni mafiose per il più classico “dalla padella alla brace”. Tale spregiudicatezza di operare dei suoi collaboratori è stata facilmente portata alla luce in occasione delle ultime elezioni per il livello di sfacciataggine che gli stessi hanno ormai raggiunto: tutto ciò fa però quotidianamente a pugni con l’atteggiamento tenuto dal sindaco in consiglio comunale, con gli strali di moralità che lancia come coriandoli ad ogni intervento in aula contro esponenti di un’opposizione che a quella stagione incriminata magari non hanno nemmeno partecipato ma ne subiscono silenti le accuse incapaci di replicare dialetticamente e intellettualmente all’abile oratoria di un sindaco ormai avulso forse dalla realtà, certamente dal concetto di dignità. E se l’attacco è la miglior difesa è ancor più incommentabile l’atteggiamento assunto sullo “scandalo Castorina” parlando, proprio lui, di strumentalizzazione dell’accaduto”.

“Non sappiamo e poco ci interessa sapere chi siano stati i formatori politici del signor Falcomatà ma ciò che a noi veniva insegnato non era crearsi clientele o bacini di voti ma ci veniva ripetuto quotidianamente che un capo è sempre responsabile dell’operato dei suoi uomini. Ecco il principale motivo per cui Falcomatà dovrebbe dimettersi e, rivolgendoci all’opposizione aggiungiamo che è ancora più umiliante ed inaccettabile che questo debba dirlo un movimento, che non ha alcun interesse ad un ritorno alle urne e dai numeri pressochè inconsistenti, e non quella banda che avrebbe dovuto essere l’alternativa all’attuale sindaco! Che senso ha, chiediamo loro, allora partecipare ai lavori di un consiglio comunale in cui non vengono forniti i documenti richiesti? In cui non è consentito di presentare nemmeno un emendamento? In cui non viene permessa la discussione di una mozione dell’opposizione? Tanto vale, come fatto dalla maggioranza per la commissione vigilanza per la questione Ripepi, non partecipare più ad alcuna seduta di consiglio fino a quando un barlume di dignità propenda per le nuove elezioni. Parliamoci chiaro: non ci fosse stato un personaggio noto e la discussa esclusione di Klaus Davi dal consiglio comunale (tanta la fame dei Falco’s boys al fine di racimolare anche l’ennesimo inutile, muto, accondiscendente consigliere) oggi lo scandalo sarebbe già sopito, i riflettori già spenti e la macchina dell’arroganza avrebbe continuato a funzionare a piè sospinto. Appurato dunque il fatto che la maggioranza non ha la benchè minima intenzione di mettere in discussione il proprio mendace mandato e considerato che la minoranza, tra le varie pantomime di questi giorni, non ha i numeri, la coesione nè la capacità di mettere in difficoltà un carrozzone di incompetenti, ma ben saldati alle poltrone, è necessario, ai fini della salvaguardia di un minimo di dignità delle istituzioni, che sia il ministro in persona, sentiti gli inquirenti, a decretare lo scioglimento del consiglio e l’annullamento delle elezioni di settembre”, conclude.