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50 anni fa la legge sul divorzio

La Legge n. 898 sul divorzio, in Italia conosciuta come Fortuna-Baslini, al termine di una seduta parlamentare durata oltre 18 ore e protrattasi tutta la notte fu approvata alle prime luci dell’alba del 1 dicembre 1970

La Legge n. 898 sul divorzio, in Italia conosciuta come Fortuna-Baslini, al termine di una seduta parlamentare durata oltre 18 ore e protrattasi tutta la notte fu approvata alle prime luci dell’alba del 1 dicembre 1970. L’approvazione di questa Legge giunse al termine di un iter lunghissimo e anche dopo l’approvazione definitiva ci furono anni di conflitti che terminarono definitivamente con il referendum che si tenne nell’anno 1974. Dopo il fascismo e la Seconda Guerra Mondiale l’Italia era uno dei pochi Paese Europei dove non esisteva una Legge sul divorzio. In Italia vigeva l’indissolubilità del matrimonio. L’unico caso in cui una persona poteva quindi convolare a nuove nozze era solamente in caso di morte di uno dei due coniugi. Per la verità esisteva l’istituto della separazione legale ma le due persone, autorizzate dal giudice, potevano sì vivere in dimore differenti ma dovevano rimanere comunque legate all’assistenza reciproca e non potevano formare una nuova famiglia. Era possibile invece ottenere l’annullamento da parte della Sacra Rota ma solo in determinati casi e con costi molto elevati.
La prima proposta all’introduzione di una Legge sul divorzio fu presentata dal deputato socialista Loris Fortuna nell’anno 1965. In Parlamento ci fu uno scontro molto duro che vedeva contrapposti due schieramenti molto compatti. Da una parte il PSI, con il deputato firmatario della proposta di Legge, il PCI, i radicali e vari movimenti delle donne tra cui UDI Unione Donne Italiane. Dall’altro, la DC che era il partito di maggioranza relativa e che aveva quasi il 40% dei consensi, il MSI, la Chiesa. Motivo per il quale nonostante questa proposta giacesse in Parlamento da oltre tre anni non ottenne l’approvazione. Si era cioè in una fase di stallo con l’area liberale che diventava l’ago della bilancia. La situazione si sblocco nell’anno 1968 quando il deputato liberale Gaslini presentò una nuova proposta di Legge più moderata rispetto alla proposta dell’onorevole Fortuna. Siamo nell’anno 1968 nel periodo della contestazione studentesca, ci furono cortei e manifestazioni continue nelle piazze e in questo contesto nacquero numerosi movimenti delle donne che manifestavano anch’esse per l’approvazione di una Legge sul divorzio. I radicali con Marco Pannella ne fecero un cavallo di battaglia per cui finalmente l’approvazione di questa Legge cominciava ad essere sentita e voluta da gran parte degli italiani. Quindi finalmente 50 anni fa il 1 dicembre 1970 con i voti di PSI, PCI, PLI, PRI, fu approvata la Legge. Ma i contrari non si dettero per vinti. Si mossero le associazioni cattoliche, nacquero associazioni pro matrimonio, i partiti DC e MSI con il sostegno della Chiesa, raccolsero le firme per indire un referendum per l’abrogazione della Legge. Finalmente dopo circa tre anni di discussioni, polemiche, manifestazioni in piazza si giunse nel maggio 1974 all’effettuazione del referendum. Ci fu un’affluenza altissima di quasi il 90% degli aventi diritto e il risultato fu netto. Quasi il 60% degli italiani votò NO all’abrogazione e pertanto la Legge sul divorzio rimase in vigore. Anche l’Italia finalmente era un Paese civile.