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2020 anno terribile ma si deve essere fiduciosi

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Un anno fa nel periodo natalizio mentre stavamo festeggiando le feste e ci apprestavamo a preparare la mega festa di fine anno se ci avessero detto in che situazione ci saremmo trovati nessuno avrebbe mai potuto pensare a quello che di lì a poco sarebbe successo

Esattamente un anno fa nel periodo natalizio mentre stavamo festeggiando le feste e ci apprestavamo a preparare la mega festa di fine anno se ci avessero detto in che situazione ci saremmo trovati nessuno avrebbe mai potuto pensare a quello che di lì a poco sarebbe successo. Felice 2020, buon 2020, che il 2020 che arriva sia meglio del 2019. Queste erano le frasi che in tutto il mondo venivano dette tra un sorriso ed un brindisi nelle piazze gremite di tutte le città del mondo, nei locali, nelle case. Sembrava che il 2020 potesse essere un anno come tutti gli altri, ma purtroppo non era così. Ed infatti il 2020 è stato sicuramente l’anno peggiore dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In tutto il mondo all’attualità ci sono quasi 80.000.0000 di contagiati e oltre 1.700.000 decessi. E solo per rimanere nel nostro belpaese abbiamo oltre 2.000.000 di contagiati e oltre 70.000 decessi. Questo dal punto di vista sanitario. Se poi analizziamo i dati economici, i dati degli altri paesi non li possiamo conoscere in maniera dettagliata ma non ci vuole molto a capire che saranno molto simili ai nostri, per quanto riguarda l’Italia i numeri sono catastrofici con oltre 700.000 posti di lavoro persi, oltre il 10% di PIL prodotto interno lordo in meno rispetto all’anno precedente, e un rapporto debito pubblico PIL che si è assestato intorno al 160% del PIL.

Se poi consideriamo che alla fine del mese di marzo scadrà il blocco dei licenziamenti, quando cioè si aprirà il tappo, i licenziamenti potrebbero arrivare addirittura a superare il milione di posti di lavoro persi. E secondo gli analisti economici di ogni tendenza politica per poter ritornare ad una situazione economica di pre-covid saranno necessari non meno di tre anni. Ma nonostante tutto ci sono dei segnali positivi e si deve essere fiduciosi. Per prima cosa si può considerare l’eccezionale impegno economico e gli sforzi fatti in tutto il mondo per trovare e commercializzare un vaccino in meno di un anno. Mai le società farmaceutiche hanno messo in campo un impegno così consistente. Quasi una ventina di società si sono buttate anima e corpo in questa avventura e in meno di dodici mesi è stato trovato, testato e commercializzato il vaccino. Negli Stati Uniti già da alcuni giorni sono cominciate le vaccinazioni e in Europa il giorno simbolico d’inizio sarà il 27 dicembre per tutti i paesi facenti parte dell’UE. Certamente ci vorranno alcuni mesi per completare il processo di vaccinazione ma in questa occasione l’Europa ha dimostrato molta coerenza assegnando dosi di vaccino in parti ugnali in base alla popolazione e con tempistiche simili.

Inoltre, in Italia, dopo il primo lockdown di marzo in cui tutte le fabbriche erano chiuse, in questa seconda ondata del Covid-19, con delle chiusure mirate si è salvaguardata l’economia delle grandi aziende manifatturiere ed industriali. Inoltre anche lo smartworking ha permesso alle aziende strutturate di mantenere alti standard di produttività. Ci saranno poi i miliardi del next generation Eu. Ci sono sul tappeto 209 miliardi € di prestiti a basso tasso d’interesse di cui 80 miliardi di € a fondo perduto. E se poi si richiede il MES sanitario ci sarebbero ulteriori 37 miliardi con un tasso d’interesse bassissimo dello 0,08% annuo da destinare a personale sanitario e strutture sanitarie. Ci sarebbe in sostanza la possibilità di operare assunzioni di medici e infermieri oltre che di ristrutturare gli ospedali e intervenire sui presidi sanitari territoriali che tanto hanno sofferto in questa pandemia. Sono quasi 250 miliardi di € e se consideriamo che una legge di bilancio (la vecchia finanziaria) “pesa” circa 40 miliardi di € possiamo immaginare che enorme opportunità si presenta ai nostri governanti. Ci sarà la possibilità di cantierare le grandi opere pubbliche e ci sarà soprattutto l’opportunità di operare quelle grandi riforme della giustizia, del fisco e della scuola che il paese aspetta da almeno trent’anni e che per mancanza di programmazione e investimenti non sono mai state attuate. Questa sarà un’occasione unica che non dobbiamo e non possiamo lasciarci sfuggire e se opereremo con intelligenza, raziocino e senza essere condizionati da scelte partitiche potremmo vedere la luce in fondo al tunnel e con fiducia lasciarci alle spalle questa terribile pandemia.