fbpx

Un anno senza Sergio

Sergio-Tralongo

Ogni volta che sento un canto di uccelli, penso che lui lo avrebbe certo riconosciuto perchè di essi conosceva ogni nota, ogni cinguettio e ogni piuma.

Ogni volta che vedo l’immagine di un albero, di un ruscello, di una montagna, di un sentiero fra i boschi, penso che quello era il suo mondo.

Quando osservo nella natura qualcosa per me inspiegabile, mi vengono in mente le domande che avrei potuto fargli, sicura che lui avrebbe trovato le giuste risposte, sempre con garbo e ricchezza di dettagli

La cosa più bella è che della sua passione di bambino sia riuscito a fare una professione, e che in essa abbia profuso entusiasmo e grande conoscenza, con il piacere e la capacità di trasmettere le esperienze e saperi a chi condividesse il suo impegno per la valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente.

Adesso, nel grande vuoto lasciato dalla sua mancanza, mi piace immaginarlo come un lupo vigile curioso e leale, dagli occhi acuti, dolci e malinconici, fiero abitante e fedele custode della sua amata montagna.

O come un‘aquila, che ad ali spiegate, con il suo volo maestoso, volteggia forte e libera nel cielo.

Mirella