Categoria: NEWSSPORT

Tennis, Jannik Sinner è nata una stella: è il più giovane italiano ad aver vinto un torneo ATP

Tennis, Jannik Sinner è nata una stella: è il più giovane italiano ad aver vinto un torneo ATP. E’ un raggio di sole nella nebbia che ci avvolge ormai da quasi un anno

In un sabato terribile in Italia per effetto della Pandemia che ormai da 10 mesi ci costringe ad un modo di vivere molto limitante, con i Governatori che si lamentano perché le loro regioni dalla mezzanotte di oggi Campania e Toscana passano in zona rossa e Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche passano nella zona arancione, con i ristoratori e i gestori di bar che si lamentano perché non potranno più aprire le loro attività almeno per tre settimane e con prospettive sul prossimo Natale molto negative a Sofia in Bulgaria c’è un ragazzino italiano di appena 19 anni che vince un torneo di tennis e diventa il più giovane italiano ad aver vinto un torneo ATP Associations of Tennis Professionals. E’ una gran bella notizia che va anche al di là del fatto in se. E’ un raggio di sole nella nebbia che ci avvolge ormai da quasi un anno. Ma chi è questo Jannik Sinner? Nato a San Candido in Val Pusteria dove i genitori gestiscono un albergo, Jannik comincia come quasi tutti i suoi paesani ad andare sugli sci e lo fa davvero bene tanto è vero che a dieci anni è già una promessa dello sci agonistico. Ma parallelamente a questo comincia anche a giocare a tennis e lo fa talmente bene che anche in questa disciplina diventa un campioncino. All’età di tredici anni è costretto (proprio per dare il meglio di se stesso) a scegliere tra i due sport e sceglie il tennis trasferendosi a Bordighera sotto le mani sapienti di Riccardo Piatti probabilmente il più valido allenatore italiano e scopritori di talenti di tennis in Italia che lo forgia e lo fa maturare e che già a diciotto anni lo porta ad essere la migliore promessa italiana in questo sport. Poi è tutto un crescendo per Jannik che vince nel 2019 le ATP Finals a Milano della Next Generations, quest’anno raggiunge addirittura i quarti di finale del torneo Slam Roland Garros di Parigi e il 14 novembre 2020 vince contro il canadese Vasek Pospisil il suo primo torneo ATP.

Indubbiamente Jannik è un predestinato, una persona molto dotata naturalmente ma è anche un ragazzo molto molto determinato, molto modesto, molto semplice, Jannik è un ragazzo che non si è montato la testa ma ha perseguito il suo obiettivo con volontà e soprattutto (e di questo va dato il merito al suo allenatore Riccardo Piatti) in maniera graduale, all’inizio giocando pochi tornei e di interesse minore, senza strafare e senza la smania di dover arrivare subito a qualunque prezzo. Anche la gestione degli sponsor che ovviamente adesso fanno la fila per assicurarsi le sue prestazioni sono gestite con cura e attenzione. Sinner cioè non vuole essere un divo, vuole solamente giocare a tennis e vuole farlo il meglio possibile. In un periodo in cui l’immagine sembra essere la cosa più importante, dove le persone vogliono apparire, vogliono avere il loro momento di celebrità, vogliono essere sempre al centro dell’attenzione in TV, sui giornali, sul web, a qualunque costo certe volte anche rischiando la vita, questo da parte di Jannik Sinner è nella sua semplicità un insegnamento. Non si raggiunge nulla nella vita senza sacrificio (Jannik si allena sei/sette ore al giorno), senza impegno non esistono le cose facili, le scorciatoie (vedi doping). Bisogna solamente lavorare, lavorare, e ancora lavorare, sapendo gestire l’eventuale successo, le luci della ribalta e rimanendo sempre se stessi.
Questo di Sinner nella nebbia dei nostri giorni è un raggio di sole. E’ un esempio di come si possa essere vincenti rimanendo umili.
Noi italiani abbiamo sempre avuto estro, originalità, idee ma molte volte manchiamo di organizzazione. L’esempio di come stiamo affrontando il coronavirus ne è la dimostrazione. Per esempio vedere le Regioni in contrapposizione al Governo Centrale non è un bello spettacolo. Ma noi italiani siamo anche un esempio impressionante di coraggio e di resilienza e sapremo pertanto anche con i numeri drammatici che abbiamo sulla pandemia riuscire a venirne fuori da questa terribile situazione che oltre che a danni enormi sul piano sanitario sta facendo anche danni terribili sull’economia.