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Stop al commissariamento della sanità, i sindaci calabresi in protesta a Roma: “il diritto alla salute è negato, qui per rappresentare un intero popolo” [LIVE]

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Nel pomeriggio una delegazione di sindaci calabresi sarà ricevuta a Palazzo Chigi dal Premier Conte

Una giornata storica oggi per la Calabria. I sindaci dei comuni calabresi si sono raccolti in piazza Montecitorio a Roma, prima che una delegazione (rappresentata da Falcomatà, Abramo, Limardo e Occhiuto) venga ricevuta a Palazzo Chigi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.  “Siamo qui perché la situazione della sanità calabrese è ormai scoppiata nella sua dimensione più triste. Anni di commissariamento hanno lasciato i calabresi senza diritto alla salute che è inalienabile. A prescindere dal nome del commissario servono attrezzature e personale per far superare la fase emergenziale che non è solo legata al Covid ma anche la quotidianità”, lamentano. “Siamo arrivati al limite, le responsabilità della situazione della sanità sono collettive. Qui sembra diventata una barzelletta, ma c’è da piangere”, è la consapevolezza comune. Qualcuno lamenta il timing dell’arresto del presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Domenico Tallini. “È una coincidenza non dico sospetta ma quasi. Stasera i Tg si occuperanno dell’arresto di Tallini e non della sanità”. A guidare la protesta uno striscione con su scritto: “La salute è un diritto”. Diversi i cartelloni ‘griffati’ Lega che recitano “Speranza dimettiti” e “La Calabria ai calabresi”. I sindaci lamentano delle ultime scelte del Governo e della Regione, tra cui quella di installare diversi ospedali da campo sul territorio, piuttosto che riaprire gli ospedali chiusi o utilizzare quelli al momento vuoti e semi vuoti.

Intervenuto ai microfoni della stampa il Senatore Nicola Morra, Presidente della Commissione parlamentare antimafia, il quale ha affermato: “che se si sia sbagliato nella nomina dei commissari è sotto gli occhi di tutti. Se vogliamo salvare il diritto alla salute in Calabria, ci dobbiamo rimboccare le mani tutti. Dobbiamo smetterla di pensare che questo sia un bancomat da cui incassare, producendo truffe e malaffari, oppure in questa terra si continuerà a ricordare dell’omicidio Fortugno e di altre tristi storie. Bisogna intervenire dal punto di visto economico e finanziario per una sanità intelligente. Ci sono tanti operatori calabresi umili che lavorano in serietà e potrebbero assumere quel ruolo. Finora il commissariamento è stato un fallimento perché tutti i decreti che li hanno istituiti hanno permesso alla Regione di frenare i compiti del commissario, adesso invece lo schema è ben diverso, la struttura commissariale avrà poteri d’azioni che prima non aveva. Adesso vedremo quello che riuscirà a fare il nuovo commissario”.