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Sanità, Spirlì: “C’è un pregiudizio verso di noi: calabresi uguale ‘ndrangheta. Il risultato del commissariamento è che non abbiamo un piano Covid”

Il presidente ad interim della Regione Calabria Nino Spirlì: “Se a Roma pensano che questa sia una terra solo di ‘ndrangheta, allora ci tolgano il diritto di voto”

Nino Spirlì, presidente ad interim della Regione Calabria, ha proposto un nome per il ruolo di commissario alla santità calabrese, quello di Pellegrino Mancini,”se commissariamento deve essere, ma noi riteniamo che bisogna tornare a una gestione ordinaria, magari con una fase di transizione,” spiega in un’intervista a La Stampa. “Se invece a Roma pensano che questa sia una terra solo di ‘ndrangheta, che qui ci siano solo persone di malaffare, allora ci tolgano il diritto di voto“. “Io faccio una proposta al governo: rinunci al commissariamento e diamo vita a una gestione condivisa della sanità calabrese. Sei mesi, un anno in cui il nostro assessore alla Sanità venga affiancato da un esponente del governo. Alla fine si restituisca la sanità ai calabresi. Ci sono le energie e una classe dirigente nuova. Non capisco perché possiamo amministrare tutto tranne la sanità“. “Il risultato del commissariamento è che non abbiamo un piano Covid. C’è un pregiudizio verso di noi. Mi sento offeso per come veniamo additati: calabresi uguale ‘ndrangheta“. “Il nome del professor Mancini lo condivido assolutamente: ha dimostrato enorme professionalità e attaccamento alla nostra terra dal quale non si è mai allontanato. Lo conosco personalmente e sarebbe una grande scelta. Non è un fatto campanilistico ma sta diventando un peso il pregiudizio nei confronti dei calabresi come fossero tutti brutti, sporchi, cattivi e disonesti“.