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Sanità, Italia Viva: “la Calabria pretende oggi di poter incidere sulla scelta di chi gestisce la cosa pubblica”

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Sanità, Italia Viva: “la Calabria pretende oggi di poter incidere sulla scelta di chi gestisce la cosa pubblica: serve un manager competente, dinamico, contornato da uno staff all’altezza di lavorare in sinergia con la Giunta regionale”

“Da quel “Non mi riconosco in quell’intervista. Non ho sospetti su nessuno, ma non ero lucido e non stavo bene” di Saverio Cotticelli a
Non è l’Arena sono trascorsi due giorni e in queste 48 è arrivata la nuova contestata nomina di Zuccarelli e l’ipotesi di dimissioni di
quest’ultimo. Pur consapevoli che la disastrosa situazione della sanità calabrese non può essere certamente responsabilità del solo Cotticelli – come certa politica sta cercando di insinuare in queste ore – siamo certi che chi rappresenta lo Stato in una terra umiliata e
abbandonata come la nostra, debba investire il doppio delle competenze, dell’impegno e della serietà nell’espletamento del proprio
ruolo”. E’ quanto scrivono in una nota per il Coordinamento Provinciale di Italia Viva Reggio Calabria, Lidia D. Chiriatti e Gianmarco Oliveri.È per questo che da subito Italia Viva ha chiesto spiegazioni al Premier Conte e al Ministro Speranza sulla nomina del Commissario ed ha respinto con forza le parole del Generale ritenendole un attacco alla Calabria operosa ed onesta. Troppo facile liquidare le proprie negligenze tirando in ballo la ‘ndrangheta, troppo sbrigativo. Le organizzazioni criminali, la massoneria sono una realtà, così come è altrettanto reale l’impegno dello Stato, della Magistratura, dei cittadini perbene, degli imprenditori, della rete del Terzo settore, dei Vescovi, di combatterle con la coerenza di chi lavora onestamente, paga le tasse, rispetta la legge. Le carenze di organico evidenziate, in uno sprazzo di ritrovata lucidità, da Saverio Cotticelli avrebbero dovuto essere denunciate ben prima, all’inizio del suo mandato; ed era ancora in tempo, il Commissario, a chiedere garanzie e strumenti al primo manifestarsi dell’emergenza COVID. Otto mesi di inoperosità sono uno scandalo intollerabile e questa emergenza, per le inefficienze della politica, non può ricadere sugli imprenditori, i liberi professionisti, le famiglie e le parti più deboli della società. La Calabria pretende oggi di poter incidere sulla scelta di chi gestisce la cosa pubblica: serve un manager competente, dinamico, contornato da uno staff all’altezza di lavorare in sinergia con la Giunta regionale che deve accantonare la campagna elettorale e rimboccarsi sul serio le maniche e il Ministero della Salute. In gioco vi è il futuro della sanità in Calabria che necessita di un piano di rientro del debito ormai ancestrale e soprattutto ne va del diritto alla salute dei calabresi”, conclude la nota.