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Sanità in Calabria: il Prof. Pino Nisticò scrive al Presidente Mattarella

Sanità in Calabria: lettera del Prof. Pino Nisticò al Presidente della Repubblica italiana Mattarella

Di seguito la lettera integrale del noto farmacologo italiano, già Presidente della Regione Calabria dal 1995 al 1998 al presidente Mattarella:

“Carissimo Presidente Mattarella – si legge nell’appello di Nisticò –, nei momenti più difficili, io mi rivolgo sempre a lei, come a un padre, perché come tutti i calabresi ho la testa dura, ma anche credo fermamente nei valori della libertà, della dignità dell’uomo e della donna, dell’amicizia, della condivisione dei beni, valori ereditati dalla civiltà italica e poi da Pitagora di Crotone, genio della matematica dell’Etica. Mi sono rivolto a lei, di recente, quando a Roma da direttore generale dell’EBRI, Fondazione Rita Levi Montalcini, questa era in grave crisi economica e rischiava la chiusura. E lei, con il suo autorevole e amorevole intervento sul ministro del MIUR ha consentito la continuità dei finanziamenti all’EBRI sulla legge di stabilità! Finita questa mia missione a Roma sono rientrato nella mia Calabria, perché qui ci sono i miei allievi, oggi diventati “Maestri” prestigiosi della Facoltà di Medicina, fra cui il Magnifico Rettore Giovambattista De Sarro dell’Università Magna Graecia, qui ci sono i miei fratelli e i miei affetti. La Scuola di Medicina di Catanzaro è considerata dalle valutazioni ANVUR del MIUR una delle più qualificate del nostro Meridione per la sua elevata produzione scientifica, per il patrimonio umano e per le relazioni internazionali. Qui sono venuti a insegnare, in passato, diversi premi Nobel come Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini, sir John Vane, sir John Eccles e sir Salvador Moncada, e alcuni dei nostri allievi occupano oggi posizioni apicali presso l’Università di Londra, come il prof. Vincenzo Libri, direttore della Farmacologia clinica dell’Imperial College, il prof. Giuseppe Rosano, direttore della Cardiologia del St. George University College, il prof. Luigi Camporota, primario di Pneumologia presso il St. Thomas Hospital che ha salvato la vita al premier britannico Boris Johnson. Ecco perché Le scrivo, perché la dignità dei calabresi viene continuamente calpestata come è evidente da queste ultime scandalose vicende, che riguardano la Sanità in Calabria, governata da oltre dieci anni da commissari di Governo incapaci per cui noi calabresi ci sentiamo profondamente umiliati. Abbiamo in Calabria, signor Presidente, uomini e donne di grande capacità intellettive, manageriali ed etiche, e non abbiamo bisogno di persone inviate dall’alto che si sono rivelate fallimentari!

Ora, purtroppo, abbiamo toccato il fondo: da Cotticelli a Zuccatelli! Si tratta di persone che ignorano le basi più elementari della medicina o, nel caso di Zuccatelli, restano sordi ai bisogni della gente. Quest’ultimo inoltre, si è rivelato arrogante e incapace di ascoltare il parere dei docenti universitari, rendendosi così responsabile della gravità di non aver realizzato uno “Spallanzani” del Sud a Catanzaro presso Villa Bianca, ex sede della facoltà di Medicina, nonostante le pressanti indicazioni del Rettore De Sarro, che si era impegnato, con poche risorse e in pochi mesi, di attivare una infrastruttura di eccellenza per i pazienti gravi affetti da Covid! Eppure, Zuccatelli è stato addirittura promosso da commissario dell’Asl di Catanzaro a super commissario governativo di tutta la Calabria! Poveri noi calabresi, trattati come uomini con l’anello al naso! E di questo, mi creda signor Presidente, sono profondamente addolorato! Mi rivolgo a Lei, ben conoscendo la sua grande sensibilità per i problemi della giustizia sociale e della gente più fragile e più bisognosa, ma anche per l’antica amicizia che l’ha legata al nostro Riccardo Misasi, affinché Lei intervenga sul ministro Speranza per farlo recedere da questa nomina ignobile e fargli scegliere un commissario governativo soltanto sulla base del merito e delle sue capacità scientifiche e manageriali. A nome di tutti i calabresi Le mando il nostro più vivo ringraziamento. Mi propongo di venire a Roma per salutarla di persona, sia pure per pochi minuti, anche per illustrarLe un grande progetto internazionale, cioè la realizzazione a Lamezia Terme del Renato Dulbecco Institute, una infrastruttura di eccellenza per la produzione di anticorpi monoclonali e di pronectine per il trattamento delle gravi malattie da coronavirus, alcune forme di cancro e di leucemia e la malattia di Alzheimer. La nostra amata Presidente Santelli, da poco purtroppo scomparsa, lo aveva sposato con entusiasmo, tanto che la stampa lo ha definito “il progetto della presidente Santelli”. A maggior ragione, oggi ci sentiamo ancora più impegnati con l’amico calabrese Roberto Crea, considerato il padre delle biotecnologie nel mondo, che da San Francisco tornerebbe dopo circa quarant’anni in Calabria per dirigere il Renato Dulbecco Institute”.