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Sanità in Calabria, Fratoianni (Leu): “nomina di Zuccatelli errore non voluto, è stato giusto porre rimedio”

Sanità in Calabria, Fratoianni (Leu): “nomina di Zuccatelli errore non voluto, è stato giusto porre rimedio. Mi auguro ci siano le condizioni per il coinvolgimento di Gino Strada”

Nicola Fratoianni, deputato di Leu, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Sulla nomina di Gaudio a commissario per la sanità in Calabria e la delega offerta a Gino Strada. “Penso che fosse necessario intervenire per rimediare ad un errore, non voluto, come quello della nomina di Zuccatelli –ha affermato Fratoianni-. Dico errore non voluto perché penso che nessuno fosse a conoscenza di quel video che comunque costituiva un impedimento importante per la nomina. In questo momento è fondamentale costruire un rapporto di fiducia con i cittadini e le parole pronunciate da Zuccatelli in quel video minavano questo rapporto di fiducia. Era necessario fare qualcosa, è stato fatto ed è un elemento positivo. Su Gino Strada, ho pensato che una figura come la sua fosse di assoluto rilievo non solo simbolicamente, ma anche utile in un contesto come quello calabrese, ma soprattutto una persona che ha un’idea di sanità che io condivido, idea costruita intorno ad un’idea universale della salute. Ieri sembrava che il suo coinvolgimento fosse acquisito, poi Strada ha precisato che è ancora necessario verificare alcune condizioni, io non posso che augurarmi che queste condizioni si verifichino. E’ difficile per me esprimermi perché non conosco i dettagli”.

Sul post-covid. “Questa è una crisi gigantesca, ma come ogni crisi offre anche opportunità per un cambiamento. Si dice che nulla sarà come prima e questo mi pare indubitabile, il punto è capire se quello che verrà dopo sarà migliore o peggiore, per far sì che sia migliore servono anche scelte radicali. Io penso che ci debba essere un reddito di base incondizionato, bisognerebbe anche discutere della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.