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Sanità in Calabria, Vittorio Feltri dedica un editoriale su Libero: “Conte si rivolga alla ‘ndrangheta, più forte e organizzata dello Stato”

Il direttore Vittorio Feltri non utilizza mezzi termini: “la ‘ndrangheta è più forte e meglio organizzata dello Stato per cui nello scontro fra legalità e illegalità vince sempre la seconda”

“Una Regione alla deriva, Conte si rivolga alla ‘ndrangheta”. E’ così che titola l’editoriale pubblicato da Vittorio Feltri sul quotidiano Libero. Il direttore, come sua abitudine, non ha peli sulla lingua e ha commentato le ultime vergognose vicende che riguardano la sanità in Calabria. Di seguito l’articolo completo:

“Povera Calabria abbandonata a se stessa. Nessuno, tantomeno le istituzioni, è in grado di aiutarla a uscire da una situazione talmente brutta da essere paradossale. Il problema non è soltanto il Covid che ha messo in ginocchio l’Italia, anche se l’espansione del virus ha accentuato il disagio della regione. La quale ben prima della pandemia era in condizioni critiche. Per il commissario Conte si rivolga alla ‘ndrangheta unto sia arduo campare semplice: Perché la pubblica amministrazione non è all’altezza del suo compito e la popolazione per campare è costretta ad adattarsi ad ancestrali costumi locali dominati dalla malavita, che per tanta gente è l’unica fonte di sostentamento. Infatti la ‘ndrangheta, piaccia o no, è l’unico organismo sociale efficiente, benché fuori legge, che va in soccorso di una popolazione da secoli allo sbando per un motivo drammaticamente semplice: dall’Unità del Paese a oggi, i vari governi romani non sono stati capaci di dotare la Calabria di infrastrutture che le consentissero di competere su piano produttivo ed economico con le zone più sviluppale della nostra patria.

Il Sud è arretrato non per colpa degli abitanti, obbligati a vivere disagi endemici, impossibilitati a contare di un tessuto idoneo alla crescita industriale, ma di un ceto politico distratto da interessi personali e incapace di badare al bene comune. Ecco perché la ‘ndrangheta ha trovato terreno favorevole per diventare una vera potenza che sovrasta lo Stato e impone con irrisoria facilità le proprie regole. Gli aderenti alle cosche non faticano a sfruttare attività illecite e a garantirsi cosi la possibilità di sopravvivere. La popolazione non ha molte alternative alla criminalità. O mangia questa minestra o deve saltare dalla finestra.

Quando si attaccano i calabresi perché aderiscono alle ‘ndrine si compie un esercizio superficiale, che non considera quanto sia in una regione in cui mancano lavoro e risorse per avviare stabilimenti manifatturieri e commerciali all’altezza di soddisfare le esigenze dei cittadini. In termini più crudi. Dobbiamo metterci in testa un dato sicuro: la ‘ndrangheta è più forte e meglio organizzata dello Stato per cui nello scontro fra legalità e illegalità vince sempre la seconda. È questione di efficienza e di prontezza negli interventi. Ora si tratta di mettere un capo di livello alla sanità calabrese. Impresa impossibile, come si è verificato. Se Conte vuole risolvere il dilemma si rivolga a qual che boss”.

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