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Rezza spiega perchè la Calabria è “zona rossa”: “non ci sono molti casi ma indice Rt è elevato, scenario che può rientrare in 2 settimane”

Coronavirus, la parole del Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza

In Calabria, finita in ‘area rossa’, “la criticità nasce da un indice Rt piuttosto alto, 1.84. Questo vuol dire che anche se in questo momento non c’è un numero di casi particolarmente elevato, questo ci porta a pensare che c’è un aumento della trasmissione in atto, per cui potrebbe diventare più critica la situazione in termini di casi nel prossimo futuro. Poi sappiamo che la Calabria è una regione bellissima, ma ha qualche deficit in termini di strutture sanitarie. C’è una percentuale di probabilità di occupazione delle terapie intensive e delle aree mediche superiore al 50%. Questo dato di resilienza del sistema, unito all’Rt elevato, spiega perché è finita in una fascia più elevata“. Lo ha detto il Direttore Generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, intervenendo al punto stampa al ministero sull’analisi dei dati. “La situazione non è critica in questo momento dal punto di vista di un eccesso di casi, però c’è un trend che mostra segnali di preoccupazione con criticità di carico sulle strutture ospedaliere piuttosto elevato. Nel giro di un paio di settimane mi auguro che la situazione possa rientrare“, conclude.

Coronavirus, Rezza sulla Calabria dichiarata zona rossa

Ci sono alcune valutazioni preoccupanti sulla resilienza del sistema e sul trend dei contagi, di cui un aumento del 36% di oggi, che hanno condotto ad inserire la Calabria nelle zone rosse. Ma questi dati possono cambiare e condurci alla de-escalation“. Lo ha detto il professore Giovanni Rezza nel corso della conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale della cabina di regia, in corso al ministero della Salute.