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Reggio Calabria, i genitori dei bambini di Oncoematologia: “Non c’è solo il Covid, tuteliamo le nostre eccellenze sanitarie” [FOTO e VIDEO]

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Reggio Calabria, stamattina i genitori dei bambini in cura presso il reparto di Oncoematologia pediatrica del GOM hanno testimoniato le loro preoccupazioni rispetto agli effetti collaterali che la gestione della pandemia sta provocando su tutte le altre branchie della sanità

Una “protesta” anomala: non contro qualcosa o qualcuno, ma per difendere e tutelare “un’eccellenza straordinaria”. I genitori dei bambini in cura presso il reparto di Oncoematologia pediatrica del GOM di Reggio Calabria stamattina hanno testimoniato la loro preoccupazione rispetto alla situazione attuale del reparto “in cui hanno salvato la vita ai nostri bambini con professionalità e umanità straordinarie e dove vogliamo continuare a curarli”.

I genitori hanno espresso enorme soddisfazione per il reparto, “che è una nicchia di eccellenza di altissimo livello e ci consente di non dover emigrare fuori per curare i nostri bambini”, ma al tempo stesso hanno esternato la loro preoccupazione per ciò che sta determinando la gestione della pandemia: “comprendiamo le esigenze dell’emergenza sanitaria, ma chiediamo semplicemente di non dimenticarsi di tutto il resto”.

Non usano toni forti nè fanno polemica, ma ci ricordano che oltre il Covid-19 c’è un’enormità di problematiche e vicissitudini spesso e volentieri anche più gravi, anzi molto spesso ben più gravi in termini di mortalità. A Reggio Calabria, per tutelare i pazienti, la direzione del GOM a luglio ha spostato i reparti onco-ematologici al Morelli: una scelta che abbiamo già evidenziato con particolare apprezzamento, perchè è arrivata in tempi non sospetti in vista della seconda ondata di contagi, mentre invece altrove si dormiva nella convinzione che fosse tutto finito, e adesso la situazione è molto più grave. A Reggio, invece, il GOM guidato dal commissario Iole Fantozzi ha lavorato in modo egregio ma non mancano le ripercussioni per i pazienti trasferiti al Morelli, che in base alle ataviche difficoltà della sanità calabrese e dei protocolli ministeriali, adesso hanno meno assistenza. C’è, infatti, carenza di personale e i volontari dell’AIL non possono più accedere nel reparto dove davano una mano fondamentale, sia dal punto di vista di supporto infermieristico che dal punto di vista umano e psicologico, alle cure e alla crescita dei bambini malati.

I genitori, consapevole della priorità che in questo momento viene data al Coronavirus, chiedono di “non depotenziare questa grande eccellenza, bensì di potenziarla ulteriormente, perchè deve continuare ad esistere nonostante il momento difficile. Temiamo che l’attenzione dedicata al Covid-19 precluda le cure salvavita per i nostri figli. Parliamo di malattie gravi e rare, che qui hanno sempre avuto risposte mediche straordinarie. Non vorremmo essere costretti ad emigrare altrove, come qualche genitore ha già fatto. Si rifletta su questo, non c’è solo il Covid”.

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