fbpx

Reggio Calabria, il Direttivo provinciale della Lega contesta l’ultimo Dpcm: “non è più tollerabile che la nostra regione continui ad essere penalizzata da questo governo”

cartina calabria

Reggio Calabria, il Direttivo provinciale della Lega contesta l’ultimo Dpcm: “non è più tollerabile che la nostra regione continui ad essere maltrattata e penalizzata da questo ibrido governo con a guida l’avvocato Conte”

“Non è più tollerabile che la Calabria continui ad essere maltrattata e penalizzata da questo ibrido governo con a guida l’avvocato Conte che contro ogni suo merito personale oltre che politico è stato tirato fuori dal “cilindro” per essere collocato alla guida del governo italiano ed a seguire avere ulteriore, fortunata coincidenza nell’imbattersi nelle tensioni fra partiti ed essere chiamato a guidare ulteriormente un governo Conte bis, di diverso colore politico. Ai repentini cambiamenti di casacca per opportunità politica, personale e di carriera ci siamo ormai, purtroppo, abituati, non possiamo e non dobbiamo però abituarci nel continuare a subire scelte governative totalmente penalizzanti”. E’ quanto scrive in una nota per il Direttivo Provinciale di Reggio Calabria il Dott. Antonino Coco, Responsabile Lega Sanità Dipartimento Provinciale. “Il Direttivo provinciale della Lega, contesta fortemente l’ultimo DPCM che colloca la Calabria a Zona rossa e il deliberato del Consiglio dei ministri che prolunga per altri due anni, rinnovabili, il commissariamento della Sanità calabrese, conferendo al Commissario maggiori poteri ed escludendo completamento la politica loco regionale dalle opportune scelte in materia di sanità. Il commissariamento della sanità calabrese, per attuare il piano di rientro, affidato prima ad un ingegnere e a seguire ad un generale dei carabinieri, provenienti peraltro da fuori Calabria, dove, forse, non c’erano mai stati neanche come semplici turisti, che perdura da oltre dieci anni, non ha prodotto alcun rientro ma solo sfasci e depreziamento della rete assistenziale ospedaliera e territoriale. Si contesta con forza e convinzione quanto disposto dall’ultimo DPCM che collocando la Regione Calabria fra le Zone Rosse, pur avendo un indice di contagio al di sotto del minimo, come da liee valutative nazionali, tanto da essere considerata dai tedeschi unica regione tranquillamente frequentabile, non fa altro che dare il “colpo di grazia” ad una economia ridotta ai minimi termini. Il fermo di un mese di qualsivoglia attività produttiva porterà ad ulteriore impoverimento oltre che aggravare ancor più la crisi identitaria di ogni persona ed in particolare dei giovani, per il solo motivo che la Rete Assistenziale dei reparti di terapia intensiva e sub intensiva non rientrano nei livelli minimi di assistenza”.

“Viene allora spontaneo chiedersi e chiedere – aggiunge– al Presidente Conte e al Ministro per la sanità Speranza a cosa sono serviti oltre dieci anni di commissariamento se questo è il risultato? Noi riteniamo una follia rinnovare il commissariamento visto il quasi decennale fallimento della gestione della sanità calabrese da parte dei Commissari che si sono succeduti, ottenendo il solo risultato di chiusure e ridimensionamento degli ospedali esistenti e della rete territoriale, con una migrazione sanitaria verso altre regioni che è aumentata in modo esponenziale al pari del debito, cresciuto in ogni Azienda sanitaria, a loro volta gestite da altrettanti Commissari nei confronti dei quali sarebbe opportuno valutare il grado di preparazione e conoscenza in materia di management sanitario. Bene ha fatto Spirlì, nella sua qualità di presidente ff della Regione Calabria, a rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica perchè non firmi l’ultimo DPCM nella parte che riguarda la Calabria relegata ingiustamente a Zona rossa; al pari noi protestiamo con forza contro il rinnovamento del commissariamento della Sanità Calabrese con specifica richiesta al Presidente Conte e al Ministro della Sanità Speranza di chiudere con i fallimentari commissariamenti e riaffidare le sorti della sanità calabrese alla politica ed agli specialisti sanitari calabresi che ovunque sono andati hanno portato lustro, professionalità e competenza, contribuendo a migliorare e far crescere i livelli di qualità assistenziale sia ospedaliera che territoriale che amministrativa. Abbiamo chiesto, ove ve ne fosse stato bisogno, al nostro leader senatore Matteo Salvini di voler porre in essere tutti gli strumenti istituzionalmente permessi e concessi per fare eliminare dal DPCM la Calabria come Zona rossa, oltre questo abbiamo chiesto di bloccare e a seguire fare annullare il commissariamento della Sanità Calabrese, restituendola alla politica e ai Cittadini calabresi. I Calabresi devono sapere e ricordare che se oggi non si è in grado di garantire una civile e sicura assistenza sanitaria in Calabria questa è dovuta al perseverare illogico nella nomina di Commissari ad acta al cosiddetto Piano di rientro che sin’ora hanno sortito il solo effetto di costringere i Calabresi ad uscire, non certo a rientrare, dalla Calabria per andare, principalmente, nelle Regioni del Nord per curarsi”, conclude.