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Reggio Calabria, la forza di Iole Fantozzi e il miracolo del GOM: Riuniti pronti ad ogni scenario, disponibili 158 posti letto Covid-19 “ma non confondiamo l’ospedale con un albergo”

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Reggio Calabria, il Grande Ospedale Metropolitano fronteggia la pandemia con eccellenza clinica e organizzativa: dalla bistrattata sanità calabrese un modello per tutt’Italia e forse anche di più

La pandemia del nuovo Coronavirus che spesso semplifichiamo in Covid-19 ma in realtà si chiama SarsCoV2 sta galoppando in tutta l’Europa e nel nord America dopo la tregua estiva, seguendo un andamento prettamente stagionale e perfettamente in linea con tutti gli altri virus che colpiscono le vie respiratorie. In Italia la situazione è precipitata nel corso del mese di Ottobre, e adesso il contagio dilaga con numeri in crescita giorno dopo giorno. Le Regioni più colpite sono le stesse della prima ondata: Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige e Liguria. A prescindere da ogni tipo di considerazione sulla scelte delle “zone rosse” e “arancioni” determinate dal Governo, anche in questa seconda ondata le Regioni meno colpite dalla pandemia sono quelle del Sud e in modo particolare Calabria, Basilicata e Sicilia. I numeri, tuttavia, sono stavolta ben più elevati rispetto a marzo e aprile perchè il virus circola in modo più diffuso sul territorio, così l’organizzazione dei presidi ospedalieri per affrontare la pandemia diventa fondamentale per fronteggiare al meglio la situazione.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il contesto calabrese è molto difficile: la sanità regionale è commissariata dal Governo centrale da oltre 10 anni e proprio nei giorni scorsi con il “Decreto Calabria”, pur riconoscendo il fallimento della gestione commissariale, il premier Conte ha confermato le stesse figure prorogando per altri due anni il commissariamento. A Reggio Calabria anche l’ASP è commissariata dallo Stato, e questa situazione provoca enormi ripercussioni sul corretto funzionamento della gestione della sanità. In questo scenario cupo, però, c’è una stella che brilla ed è quella del GOM, il Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. Anche qui il direttore Generale è un commissario governativo, l’ing. Iole Fantozzi, che ha pieni poteri di gestione, ma si sta dimostrando “straordinario” non solo in quanto commissario, di nome formale, ma anche nei fatti.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Al GOM, infatti, è in atto dallo scorso febbraio un vero e proprio miracolo sia clinico che organizzativo. E’ l’Ospedale con le migliori performance d’Italia in termini di rapporto tra ricoverati e guariti per SarsCoV2, un risultato straordinario ottenuto grazie al coordinamento delle varie professionalità dell’ospedale reggino. La modalità di somministrazione dell’adenosina per via aerosolica ha acceso i riflettori della scienza internazionale su Reggio Calabria e in modo particolare su due grandissimi professionisti come il primario della Rianimazione, Sebastiano Macheda, e il primario dell’Oncologia, l’immunologo Pierpaolo Correale. Alla grande forza e competenza di Iole Fantozzi, che ha dimostrato un’etica straordinaria, si devono invece i risultati organizzativi e gestionali, spesso più difficili di quelli tecnici in una terra così creativa ma troppo spesso disorganizzata. Importante il contributo dato in tal senso anche dal Covid Manager del GOM, il Dott. Carmelo Mangano.

E’ così che il GOM sta reggendo l’onda d’urto della pandemia nonostante sia l’unico ospedale Covid-19 dell’intera Provincia di Reggio Calabria, che a fronte di 556 mila abitanti ha registrato complessivamente ad oggi, dall’inizio della pandemia di 8 mesi fa, appena 29 morti e ben 741 guariti. La situazione più impegnativa, però, inizia adesso. Oggi, venerdì 6 novembre, le persone attualmente positive sul territorio provinciale sono 1.819. La stragrande maggioranza, fortunatamente, sta bene: sono persone asintomatiche o paucisintomatiche che si trovano in isolamento domiciliare e non necessitano di ricovero ospedaliero. Si tratta di 1.751 positivi, il 96,3% del totale. In Ospedale, tutti al GOM, abbiamo 68 pazienti: di questi, 6 sono in terapia intensiva (lo 0,3% del totale dei positivi reggini) e 62 in reparto. Attualmente i posti letto riservati a pazienti Covid-19 sono 111, cioè 43 in più rispetto all’attuale capienza, quindi la situazione è assolutamente sotto controllo e non c’è alcuna criticità.

Ai microfoni di StrettoWeb, Iole Fantozzi ci tiene però a precisare che “in reparto abbiamo molti pazienti che sono guariti, una ventina, e che però non possiamo dimettere perchè sono ancora positivi. Sono persone clinicamente guarite, non hanno alcun sintomo, hanno superato brillantemente l’infezione, però risultano ancora positivi al tampone e quindi in base ai protocolli non possiamo dimetterli. E’ questa l’unica criticità attuale: abbiamo bisogno di ricambio dei posti letto per fronteggiare i nuovi ricoveri che abbiamo settimanalmente, ma se dobbiamo tenerci anche i pazienti già guariti diventa più difficile. Non si deve confondere l’Ospedale con un albergo, già siamo l’unica struttura per tutta la Provincia… E’ importante il supporto della medicina territoriale, perchè sappiamo che questa infezione nella stragrande maggioranza dei casi si può curare tranquillamente a casa, ed è importante che la gente lo sappia per evitare di intasare gli Ospedali, rivolgendosi ai medici di base da cui dovrebbe ottenere tutto il supporto necessario a domicilio“.

Fantozzi ha più volte stimolato l’ASP in tal senso, ed è convinta che a breve si arriverà a una soluzione. L’idea è quella degli Ospedali Stroke in Provincia, almeno uno nella Piana e uno nella Locride. “In ogni caso al GOM stiamo continuando a garantire le cure per tutte le patologie. E’ la cosa più importante: restano operativi tutti i reparti, le attività operatorie, il pronto soccorso, tutto. L’ordinanza regionale ci ha dato la possibilità di differire le attività cliniche non necessarie, ma visto che sono tutte necessarie noi fino ad oggi non abbiamo dovuto rinviare o spostare nulla“. E’ molto importante che la cittadinanza sappia di poter contare su un ospedale sicuro, dove ci si può recare per qualsiasi necessità senza timori della pandemia, perchè purtroppo ci sono molte altre patologie ben più gravi del Covid-19 che non bisogna sottovalutare. Se in troppi, terrorizzati dall’allarmismo sul Coronavirus, fanno quotidianamente la caccia al tampone o si recano senza motivo al pronto soccorso per un banalissimo mal di gola, al contrario c’è anche chi per paura di contrarre l’infezione non va in Ospedale per un problema più serio. E questa paura infondata, a volte, può rivelarsi fatale.

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Tornando al GOM, nella relazione n. 6 del 4 Novembre, Fantozzi ha spiegato che “dal 15 settembre sono ripresi i contagi ed i ricoveri significativi di pazienti infettati da Covid-19 presso i reparti del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria. La Direzione strategica ha subito ripreso ad utilizzare tecniche di statistica inferenziale per stimare il probabile afflusso di pazienti. Tali dati sono stati condivisi con l’azienda territoriale ASP di Reggio Calabria al fine di chiedere, dopo una riunione dell’Unità di crisi del GOM svoltasi in data 25 ottobre u.s., il possibile trasferimento protetto dei pazienti pauci-sintomatici presso le strutture per la spedalità dislocate sul territorio della provincia di Reggio Calabria (con note 20888 del 27 ottobre 2020, 21014 del 29 ottobre 2020, 21399 del 2 novembre 2020 e 21487 del 3 novembre 2020) a seguito del superamento dei cut off assistenziali fissati nella menzionata riunione.”

Fantozzi scrive anche nero su bianco che “alla data attuale, l’A.S.P. di Reggio Calabria non ha dato alcuna risposta alle note sopra citate né, tantomeno, ha dato indicazioni e disposizioni per ottemperare all’intervenuta Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 82 del 29 ottobre 2020. Tenuto conto dell’ ultima elaborazione dei dati statistici relativamente alle previsioni di crescita dell’epidemia, il G.O.M. si è organizzato secondo diversi scenari di afflusso alle cure“.

Gli scenari sono 3: si parte da quello attuale, lo “scenario 1” in cui nell’area Covid appositamente allestita sin dalla scorsa primavera ai Riuniti e completamente isolata dal resto dell’ospedale, nell’edificio E, ci sono 111 posti disponibili: 102 per degenza ordinaria e 9 per la terapia intensiva. Al momento la situazione non richiede un incremento dei posti letto, come abbiamo visto sopra, visto il numero di pazienti ancora inferiore rispetto alla disponibilità di questo scenario.

Ma il GOM è già pronto ed attrezzato a passare, qualora l’evoluzione della situazione dovesse richiederlo, allo “scenario 2” che prevede un’ulteriore rimodulazione dei posti di terapia intensiva nello stesso reparto. Nel documento, infatti, si legge che “Nei prossimi giorni sarà completato il collaudo del reparto che inizialmente era destinato alla Gastroenterologia ma essendo posizionato al piano terra dell’Edificio E “Edificio Covid” verrà utilizzato per ulteriori ampliamenti dedicati a pazienti Covid-19“. Lo “scenario 2” porterà il GOM a 123 posti riservati a pazienti positivi Covid-19, di cui 15 in terapia intensiva e 108 in degenza ordinaria.

Poi c’è lo scenario peggiore possibile, che nessuno si augura di dover fronteggiare ma a cui comunque il GOM è preparato. Lo “scenario 3” prevede l’utilizzo di posti ordinari e di terapia intensiva all’esterno dell’Edificio E “Edificio Covid”. “Intorno al 10 novembre 2020, come da crono programma dei lavori, risulteranno disponibili n. 12 nuovi posti di terapia intensiva (che a fine epidemia saranno configurati come Terapia Intensiva Post Operatoria) presso il vecchio reparto di C.T.M.O. Su questi posti verranno trasferiti i pazienti non Covid della terapia Intensiva, liberando 16 posti per i pazienti Covid in terapia intensiva“, si legge nel documento. Per completare le postazioni previste dallo scenario 3, verrà disposto il “Trasferimento del Reparto di Ortopedia nell’ex reparto di Oncologia (già trasferito al Morelli) con trasformazione dei 28 posti in malattie infettive ad alta intensità di cure attigua alla Terapia intensive Covid già esistente”. In questo modo, per l’eventuale scenario 3 al GOM saranno ben 158 i posti letto disponibili, di cui 22 in terapia intensiva e 136 in reparto. Numeri enormi, superiori di oltre il doppio rispetto agli attualmente ricoverati che come abbiamo visto dovrebbero in buona parte già essere dimessi e/o trasferiti nelle strutture provinciali non appena l’ASP procederà con quanto di propria competenza.

A completare il quadro di eccellenza dell’Ospedale reggino, bisogna evidenziare come durante i mesi estivi, in previsione della seconda ondata epidemiologica (mentre evidentemente invece a Roma dormivano), i pazienti fragili dei reparti onco-ematologici erano già stati tutti trasferiti al presidio Morelli, atteso che il P.O. dei Riuniti è stato dichiarato Covid-Hospital. Si tratta di Oncologia, ematologia, il centro trapianti midollo osseo – CTMO e tutti i servizi sanitari necessari al corretto funzionamento dei reparti. Il GOM, quindi, nonostante le enormi difficoltà, ha fatto i salti mortali e sta continuando a ricercare personale scorrendo tutte le graduatorie, non solo calabresi ma anche di altre regioni vicine, perchè le assunzioni previste dal Governo sono soltanto per pochi mesi e in molti non accettano un lavoro di così breve orizzonte.

Infine, per garantire l’appropriatezza e le cure dei ricoveri Covid, il Covid manager del G.O.M. ha predisposto i seguenti schemi guida:

Perchè il contagio continua ad aumentare nonostante le chiusure di un mese fa e perchè aumenterà ancora