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Reggio Calabria, Costarella: “no agli ospedali da campo, servono Covid-hotel. Sanità vittima della malapolitica, al Gom ci sono eccellenze ma nessuno ci chiede come la pensiamo”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Il direttore del Gom Costarella ritiene che uscire dalla “zona rossa” è possibile, ma serve un intervento di potenziamento negli ospedali in periferia

Salvatore Maria Costarella, direttore dell’unità operativa complessa di Chirurgia d’urgenza al Gom di Reggio Calabria ma anche da qualche mese Direttore Sanitario Aziendale della stessa struttura, si è espresso sulla situazione Covid“E’ un incarico che mi rende orgoglioso. E’ un momento difficile quello che stiamo fronteggiando, essendo per altro punto di riferimento a livello provinciale e regionale, perché nella nostra struttura arrivano pazienti da tutta la Calabria”, ha esordito il dottore ai microfoni di Radio Gamma. “La difficoltà di questo momento è legata all’emergenza Covid, ma nessuna attività medica all’ospedale è stata interrotta – sottolinea Costarella ai microfoni di Radio Gamma – . Dal nulla abbiamo creato oltre 120 posti letto e attivato 12 posti terapia intensiva senza l’aiuto nessuno, uno sforzo che l’Ospedale ha fatto. Abbiamo avuto un diniego da Cotticelli che ci ha dato nessuna unità di personale in più, un fatto vergognoso. Il destino della sanità è molto complicato, veniamo da 11 anni di commissariamento e quindi qualcosa è andato storto. Questo non può ricadere sui medici, gli infermieri o la popolazione. La sanità è vittima della malapolitica. Oggi abbiamo assistito a questa farsa, criticata dall’opinione pubblica. Viste le vicende, adesso le nomine saranno sempre influenzate dalle pressioni mediatiche”.

GINO STRADA“E’ una grande persona, ha dimostrato la sua persona verso gli altri e non si discute. Questa scelta sfrutta più che altro il rumore del nome, ma non comprendo perché oggi si debba ricorrere agli ospedali da campo e secondo me se ne accorgerà di questa situazione. Io tutta questa grande preoccupazione al momento non ce l’ho, sempre tenendo alto il livello dell’attenzione. Bisogna agire molto sul tracciamento dei contagi e migliorare le cure domiciliari”.

COVID HOTEL – “E’ una mia proposta e c’è subito stato grande interessa dal Comune che si è attivato con i bandi, poi non so dal punto di vista burocratico quanto tempo passerà per la messa in pratica. Mentre noi ne discutiamo e siamo frenati dalla burocrazia, ci sono persone che vanno curate. Il nostro settore è molto pragmatico, ragiona sul presente e non solo sul futuro. Non posso dimenticarmi degli altri pazienti, ci sono malattie molto più gravi. La situazione da tenere maggiormente sotto controllo è in periferia perché, escludendo l’ospedale di Polistena che funziona, gli altri sono inesistenti. Quando c’è stato il focolaio nel reparto di Ortopedia, abbiamo dovuto chiudere il reparto per tutelare i pazienti, ho chiesto aiuto al territorio, nessuno ha potuto darci una mano d’aiuto. Questo accade perché chi gestisce la sanità da dietro una scrivania, non ascolta chi combatte sul campo, crede che basti scrivere due numeri su un foglio”.

ZONA ROSSA – “Scelta ampiamente comprensibile del Governo, è fatta per tutelare la salute dei cittadini. La realtà del Gom è che c’è un numero di posti Covid straordinario, se i numeri rimangono questi possiamo resistere. Se le viene al Riuniti non vede una fila di ambulanze come nelle altre città, perché siamo riusciti ad assorbirli. Secondo me uscire dalla zona rossa è possibile qualora entri in funzione l’ospedale di Gioia Tauro, entrino in gioco i Covid-hotel e si intensifichi la catena dei tracciamenti. Il problema che non si è comprende è perché non si investe sul personale dal punto di vista numerico e della qualità. Anche se ci tengo a dire che abbiamo grande considerazione, spesso siamo stati contattati da esperti di tutto il mondo, abbiamo rapporti dal Giappone agli Stati Uniti, tranne che con la Regione Calabria. Abbiamo un pregiudizio che purtroppo noi calabresi ci portiamo avanti, un marchio d’infamia che non possiamo accettare, passa il messaggio che si forma qui è inferiore rispetto a chi lo fa fuori. La verità è esattamente contraria”.

MORTE CONSOLATO CAMPOLO – “Lo consideravo un fratello, ho provato un dolore forte con la sua scomparsa. E’ una persona meravigliosa, di grande personalità e bontà assoluta. Non so cosa è accaduto, non riesco ad avere un opinione. Spero si fosse fare chiarezza al più presto”.

OSPEDALE MORELLI – “Pian piano avverrà lo spostamento, siamo già a buon punto. Purtroppo il Bianchi-Melacrino ha diverse problematiche, è una struttura ormai vecchia. Servirebbe una continuità amministrativa, chi governa un ospedale dovrebbe restare almeno tre anni per portare avanti dei progetti. L’importante che un ospedale sia disponibile al massimo per un cittadino, il paziente deve essere sempre al primo posto”.