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Reggio Calabria, la denuncia del sindacato FSI-Usae: “infermieri ed operatori del servizio 118 abbandonati al proprio destino. Necessario metterli in sicurezza

Reggio Calabria, la denuncia del sindacato FSI-Usae: “seria preoccupazione per l’aggravarsi del fenomeno pandemico nel nostro territorio e sull’impatto che questo può avere sulla salute degli Operatori Sanitari e la tenuta del sistema”

“La scrivente Organizzazione Sindacale esprime seria preoccupazione per l’aggravarsi del fenomeno pandemico nel nostro territorio e sull’impatto che questo può avere sulla salute degli Operatori Sanitari e la tenuta del sistema”. E’ quanto afferma in una nota il Segretario Territoriale della FSI-Usae, Emanuela Barbuto. “A tal proposito – prosegue la nota– evidenziamo come la sicurezza di tutti gli Operatori della rete ospedaliera e di quella territoriale ma soprattutto degli Operatori della rete dell’emergenza/urgenza- SUEM 118 – sia prioritaria e chiediamo immediate soluzioni a salvaguardia della loro salute e a contenimento dei quotidiani fattori di rischio correlati al servizio che svolgono. Richiediamo provvedimenti strutturali ed organizzativi tempestivi ed adeguati nelle aree di stazionamento e di permanenza degli Operatori che favoriscano il distanziamento interpersonale al fine di contrastare e limitare il numero di contagi del suddetto personale ed evitare che chi assiste tanti pazienti con abnegazione e professionalità, non diventi un paziente a sua volta. Evidenziamo l’importanza di intervenire nelle centrali operative 118, nelle sedi e postazioni territoriali, nelle strutture e servizi che vedono presenti anche discontinuamente gli operatori di emergenza territoriali. Chiediamo che siano attuate soluzioni tecnologiche ed operative che consentano la sicura decontaminazione degli Operatori e dei mezzi attraverso la predisposizione di ampie strutture carrabili ove possano operare gli addetti specializzati nelle opere di sanificazione che attualmente vengono effettuate dagli stessi Operatori del Servizio118 i quali sono costretti con proprie risorse a fornirsi di prodotti per la sanificazione delle ambulanze e degli spazi di permanenza. Riteniamo indispensabile curare anche il confort termico di queste aree perché la svestizione, oltre a rappresentare un rischio di contaminazione per l’Operatore, lo espone alle condizioni climatiche ambientali che sono in peggioramento visto l’avanzare della stagione invernale. Meritano inoltre estrema attenzione anche gli aspetti logistici come ad esempio i locali uso spogliatoio, la corretta gestione delle divise da lavoro e le attività che garantiscono l’igiene personale degli operatori che si occupano costantemente dei trasferimenti di pazienti positivi nei reparti Covid ponendoli a forte rischio contagio da coronavirus. Infine riteniamo opportuna l’attivazione di un numero adeguato di ambulanze dedicate ai pazienti Covid e ogni altra iniziativa tendente alla maggiore sicurezza possibile”, conclude la nota.