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Reggio Calabria, consiglio comunale sul Covid-19: la maggioranza approva documento contro la “zona rossa” ma boccia l’odg dell’opposizione che chiedeva di impugnare il Dpcm

  • Foto StrettoWeb / Salvatore Dato
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Reggio Calabria, consiglio comunale sul Covid-19: maggioranza e minoranza non trova la sintesi, passa il documento del Centro/Sinistra, bocciato quello dell’opposizione che chiedeva di impugnare il Dpcm

Si è svolto questa mattina a Palazzo San Giorgio, il consiglio comunale di Reggio Calabria con un unico punto all’ordine del giorno: “Emergenza Covid-19”. La riunione è iniziata alle 11.45 ed i consiglieri comunali vi hanno partecipato sia di presenza e sia in remoto. Falcomatà, nel prendere la parola, sintetizzando il quadro dell’emergenza regionale, annuncia di aver contattato i sindaci di Catanzaro e Cosenza per “pervenire ad una visione strategica ed unitaria della emergenza per uscire unitariamente dalla zona rossa”.

Il consigliere Giordano illustra l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza che “impegna il sindaco ad attivarsi per risolvere gli aspetti e criticità della rete sanitaria, che approfondisce analiticamente“. Prosegue Giuseppe Marino nell’avanzare la “richiesta affinchè la Regione Calabria e i commissari dell’Asp spendano le risorse disponibili, attivando rapidamente tutti i presìdi possibili e i servizi sanitari mancanti. Infine il consigliere Versace, nell’evidenziare la sofferenza del tessuto produttivo reggino, conclude con il proporre di allargare il metodo della task force rendendo protagonisti i commercianti e le associazioni di categoria nell’ottica della collaborazione tra pubblico e privato”.

Nell’alternarsi di interventi tra maggioranza e opposizione, il consigliere Milia lamenta la mancanza “di condivisione di costituzione della task force comunale, senza coinvolgimento delle minoranze nella formazione e proposta sebbene la mozione di costituzione della stessa fosse stata votata all’unanimità nel consiglio precedente”. Di pari tenore gli interventi di Filomena Iatì per “la mancanza di proposta e coinvolgimento nella costituzione della task force”, di Demetrio Marino “nell’apprendere dell’attivarsi della task force solo dai mass media, sebbene frutto di una deliberazione votata all’unanimità dal consiglio nella prima seduta” e di Ripepi nel ribadire che “il consiglio comunale debba rimanere l’epicentro del funzionamento della stessa”.

L’ordine del giorno proposto dalla minoranza

Il consigliere Demetrio Marino presenta un ordine del giorno da parte della minoranza sul tema Covid, in cui propone al consiglio comunale di impugnare il dpcm “con cui la Calabria è stata dichiarata zona rossa”, per costituire poi un tavolo tecnico con il governo per uscire dalla classificazione di zona rossa.

Pazzano evidenzia come l’emergenza covid sia solo “l’ultima delle emergenze strutturali che si inserisce in altre emergenze ataviche come i rifiuti e l’idrico”. Propone l’istituzione “di una commissione consiliare straordinaria quale strumento di intermediazione permanente”. Tuttavia l’ufficio di presidenza evidenzia, citando l’art 19 del regolamento di funzionamento del consiglio comunale e l’art 41 dello statuto comunale, che la materia rientrerebbe già nelle tematiche ordinarie di competenza in seno alle commissione ordinaria salute e sanità. Il consiglio vota sulla proposta di Marino di rinviare ed esaminare successivamente la questione.

Minicuci collegato da remoto, esplicita il voto contrario alla proposta di Pazzano, e apprezza “la costituzione della Task force comunale e la qualità dei suoi componenti, evidenziando la mancanza di dati e requisiti tali da giustificare con provvedimento straordinario la chiusura della Calabria”, e propone al sindaco di “emanare ordinanza da cui si discosta dalla zona rossa autorizzando aperture”.

Maiolino evidenzia “l’imprecisione dei dati espressi dalla maggioranza nella riunione consiliare in ordine ai dati sanitari, così come l’assenza in aula consiliare della task force e dei componenti della giunta”. Malaspina invita “l’aula a tenere fermo lo sguardo sul territorio e al grido di aiuto dei cittadini”.

Per Anghelone “non è stato un fatto positivo non aver trovato un punto di incontro sul documento unitario. Perchè la maggioranza ha bocciato il nostro documento che chiedeva di impugnare il Dpcm?”

Nessuna accordo tra maggioranza e minoranza su un documento unitario

Il consiglio sospende i lavori per tentare di pervenire al voto di un’unica proposta. Ma alla ripresa dei lavori le parti rimangono ancorate alle stesse posizioni. La maggioranza vota il proprio ordine del giorno con Pazzano, (17 i voti favorevoli dell’Aula), il resto del consiglio (9 consiglieri) si astiene. A seguire la minoranza propone al voto la propria mozione, la maggioranza si oppone, il documento viene respinto (15 contrari, 2 astenuti, 8 favorevoli). Il Presidente Marra scioglie la seduta.

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