Reggina, “contentino” o confusione? Cosa significa la squalifica a Menez: i precedenti, da Totti a Balotelli

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Una “sola” giornata di squalifica a Jeremy Menez dopo l’espulsione in Reggina-Spal. Ma cosa significa? Ecco qualche precedente…

Per dirla in dialetto reggino: “Ciangimu cu n’occhiu”. Il giudice sportivo ha inflitto “solo” una giornata di squalifica a Jeremy Menez dopo il rosso diretto sventolato dall’arbitro al 23′ di Reggina-Spal. “Critiche irrispettose rivolte ad un assistente”, si legge nel comunicato ufficiale. Ma non dovevano essere almeno due? O, perlomeno, non è così che funziona in questi casi?

Solitamente, infatti, le giornate di stop inflitte ad un calciatore che rivolge espressioni offensive nei confronti della terna sono almeno due, anzi quasi sempre di più. Perché, quindi, infliggerne soltanto una a chi si rivolge all’arbitro con un “che c… fai?”. Non che questo sia un male, anzi, questa è un’ottima notizia innanzitutto per mister Toscano, ma rischia certamente di suonare come “incoerente” alla luce della decisione presa a caldo da Ayroldi nel match del Granillo. Ma, ancor di più, non fa altro che alimentare l’idea che la sua scelta fosse stata frettolosa ed eccessiva in quel contesto ed in quel momento della gara. Come definire quindi la sanzione del giudice sportivo? “Contentino” o confusione? “Dietrofront” del direttore di gara con una frase in referto meno “eclatante” di quanto potesse sembrare o totale disorientamento? Qualsiasi fosse la scelta sarebbe comunque grave.

Ma andiamo a scovare qualche precedente simile a quello di domenica, che ha magari suscitato tanto clamore mediatico. Uno dei più “famosi”, anzi forse l’episodio per eccellenza, è stato quello che ha visto protagonista Totti con i suoi tre “vaffa” all’arbitro Rizzoli in un Udinese-Roma di qualche anno fa. Lì, addirittura, il direttore di gara non intervenne, ma fu poi il giudice sportivo a stangarlo con tre giornate. Quattro invece furono quelle inflitte a Gonzalo Higuain, ai tempi del Napoli, per aver addirittura messo le mani sul petto ad Irrati dopo la sua decisione di espellerlo. Un fatto molto simile a quello di ieri, e anche più recente, è stato quello che ha coinvolto Mario Balotelli lo scorso gennaio durante Brescia-Cagliari. L’attaccante entra e, dopo sette minuti, inveisce verbalmente e platealmente contro l’arbitro Giua dopo aver ricevuto un’ammonizione, prendendosi a sua volta il rosso. Giornate di squalifica: 2.

Come spiegare, dunque, la “sola” giornata a Menez? Un’analisi lucida porta a pensare che a far fede sia stata “l’importanza” della frase scritta in referto. Che, si sa, conta molto di più del gesto stesso. Nel referto, in base a ciò che il direttore di gara decide di segnalare, si può enfatizzare o minimizzare ciò che lui ha visto o sentito, determinando così la consistenza della pena inflitta. In questo caso, forse, è stato “limitato” ad una “critica irrispettosa” un “che c… fai” ritenuto però frettolosamente punibile col rosso. Insomma, a freddo – forse – la decisione sarebbe stata diversa. Quindi, ribadiamo: è un “contentino”? Non lo scopriremo mai. L’unico dato di fatto (amaro) è che la Reggina ha perso e quell’episodio ha condizionato fortemente la gara…

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