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Recovery Fund e MES: che succede

In tutto il mondo ed in Europa in particolare è scoppiata quest’anno una terribile pandemia conosciuta come covid-19. All’ interno dei Paesi che compongono l’Unione Europa i quattro più grandi Germania, Francia, Italia e Spagna, ormai infatti la Gran Bretagna dopo il voto sulla Brexit dal 1 gennaio 2021 sarà definitivamente e ufficialmente fuori dall’unione europea, hanno rispettivamente 900.00 contagiati la Germania, oltre 2.000.000 di contagiati la Francia, 1.350.000 l’Italia e oltre 1.500.000 la Spagna. E sommando i dati di questi quattro Paesi siamo ormai arrivati alla cifra terrificante di oltre 140.000 decessi.

Se poi si prendono in considerazione i restanti 22 Paesi che compongono l’Unione Europea si può ben immaginare a che numeri di contagi e di decessi siamo purtroppo giunti in questo terribile 2020 che si può ormai considerare per L’Europa come il peggior anno dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Questo dal punto di vista sanitario. Per quanto riguarda la questione economica invece prendiamo l’Italia come punto di riferimento perché conosciamo nel dettaglio la nostra situazione. Ebbene alla fine dell’anno 2020 in Italia si avranno circa 1.000.000 di posti di lavoro in meno, il PIL Prodotto Interno Lordo che sarà sceso di oltre il 12% rispetto all’anno precedente e un rapporto deficit/PIL di circa il 160%. Così si può ben vedere una situazione economica a dir poco preoccupante. E questo quadro economico può valere più o meno per ogni Stato presente nell’Unione Europea. Si può solo immaginare in quale situazione si sono trovate la Commissione UE e la BCE Banca Centrale Europea per cercare di far fronte a questa situazione disastrosa.

Lo sta cercando di fare con il Recovery Fund o più correttamente con il Next Generation Eu.

Ma cos’è questo Next Generation Eu. E’ un piano straordinario di aiuti economici nato per rispondere alla terribile pandemia che ha colpito l’Europa. E questi aiuti economici sono in maggior parte dei prestiti e per una parte minoritaria sono a fondo perduto. Questi fondi saranno erogati in maniera differente in base a quanto si è stati colpiti dal Covid-19. Nelle prime riunioni che erano state fatte dalla Commissione UE all’Italia era stata assegnata la fetta più grossa. 127 miliardi di € di prestiti e circa 82 miliardi di € a fondo perduto per un totale di circa 209 miliardi di €. Questi denari non arriveranno tutti in una volta ma saranno spalmati in sei anni. Ma proprio in questi giorni alcuni Paesi come l’Ungheria e la Polonia (cosiddetti Paese Sovranisti) stanno contestando queste cifre. E la decisione finale pertanto sarà rinviata di qualche mese. Motivo per il quale i primi fondi non saranno disponibili prima della metà dell’anno 2021.

Diversa cosa è il MES Meccanismo Europeo di Stabilità detto anche Fondo Salva Stati. Che è un’organizzazione internazionale nata come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro.

Il sostegno, però, è sottoposto ad una stretta condizionalità. Si tratta di uno strumento a disposizione dell’Unione Economica e monetaria e gli Stati per ottenerlo devono adottare le misure necessarie alla stabilità economica avendo come punto fermo il principio della responsabilità delle finanze pubbliche.

Non è uno strumento nuovo, infatti esiste dal 2012 ed è già stato utilizzato dalla Grecia, Irlanda, Portogallo, Malta, Cipro che ne hanno usufruito quando erano in una situazione particolarmente difficile.

Questo non è un contributo dato a fondo perduto, è un prestito a tutti gli effetti, ma a condizioni economiche molto vantaggiose. Stiamo parlando dello 0,08% annuo. E oltretutto l’importo è anche cospicuo, circa 36 miliardi di €.

Questo istituto può essere richiesto dai singoli Governi e una volta ottenuto deve essere usato esclusivamente per sostenere il finanziamento delle spese sanitarie, di cura e prevenzione, dirette o indirette dovute al Covid-19.

Senza entrare nella polemica politica (M5S, Lega e Fratelli d’Italia che non lo vogliono chiedere e gli altri partiti che invece sono a favore), io penso che in questa situazione assolutamente tragica per la sanità italiana avere dei denari, anche se in prestito, sia un’ottima opportunità per fare assunzioni di medici ed infermieri, sistemare gli ospedali e dare impulso a quella sanità territoriale che in questi ultimi anni, a causa dei continui tagli apportati, è stata completamente ridimensionata per far sì che il Sistema Sanitario Pubblico ritorni ad essere quello degno di un Paese civile.