fbpx

Ragusa, neonato abbandonato in un sacchetto dei rifiuti: un passante lo salva

polizia ragusa neonato

Un neonato è stato abbandonato in un sacchetto dei rifiuti a Ragusa: a salvarlo, un passante che ha immediatamente chiamato la Polizia

Una brutta storia, per fortuna non conclusasi in tragedia. Ieri sera, a Ragusa, un passante ha salvato un neonato abbandonato per strada dentro un sacchetto dei rifiuti. L’uomo, pensando che il sacchetto fosse stato abbandonato da alcuni incivili, si è avvicinato per raccoglierlo e gettarlo negli appositi contenitori ma a quel punto ha sentito il pianto del bimbo, che si trovava in Via Saragat, e ha chiamato la polizia. Il piccolo era avvolto in una coperta e aveva ancora il cordone ombelicale. Immediata la segnalazione alla Centrale operativa della questura che ha inviato sul posto una volante e un’ambulanza del 118. Il neonato è stato trasportato in ospedale per le cure del caso, dove si trova attualmente ricoverato anche se non corre pericolo di vita. La polizia, intanto, sta portando avanti le indagini per risalire agli autori del grave gesto.

Neonato abbandonato a Ragusa, la Comunità Papa Giovanni: “disponibili ad accoglierlo”

“Siamo disponibili ad accogliere il neonato abbandonato a Ragusa. In una delle nostre case famiglia potrà ricevere l’affetto di un papà, di una mamma, di tanti fratelli nell’attesa che venga adottato”. E’ quanto dichiara Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, in merito alla notizia del neonato abbandonato in un cassonetto della spazzatura ieri sera a Ragusa. La Comunità di don Benzi è presente anche nel territorio di Ragusa con una casa famiglia. “Faccio un appello a tutte le coppie e le mamme che non si sentono di continuare la gravidanza a causa delle difficoltà. – continua Ramonda – Non abortite i vostri figli! Noi vi possiamo accompagnare per cercare di affrontare insieme tutte le difficoltà. Se non riuscite a tenerli con voi, allora ricorrete al parto in anonimato, date alla luce il bimbo in sicurezza ed altre famiglie se ne prenderanno cura”. La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, conta oltre 500 case famiglia in Italia e all’estero, ha attivato un numero verde per l’ascolto e l’aiuto alle gestanti in difficoltà: 800-035036.

Ragusa, neonato trovato nell’immondizia. De Lieto: “forse la disperazione ha indotto la madre al folle gesto”

A Ragusa un uomo che percorreva a piedi  via Saragat ha ritrovato un neonato nella spazzatura, avvolto in una coperta dentro un sacchetto. L’uomo si è accorto di ciò a seguito di un lamento che proveniva da un bidone dei rifiuti. Il neonato è stato trasportato immediatamente all’Ospedale, fortunatamente le sue condizioni di salute sono buone ed in via precauzionale, è stato ricoverato in Terapia intensiva prenatale. Così ha commentato il Segretario Generale del Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO.) Antonio de Lieto: “Quanto accaduto a Ragusa, ai danni di un neonato, è semplicemente  raccapricciante. Una  bambino, appena nato, è stato abbandonato nella spazzatura. Non è certamente la prima volta che un  neonato, viene  abbandonato  in luoghi degradati o gettato nei  bidoni dell’immondizia, come una “cosa” ingombrante, fastidiosa, di cui disfarsi il prima possibile. Il gesto di questa madre, è incommentabile, e le indagini definiranno  gli esatti contorni della vicenda. Certamente, l’ignoranza, ha giocato un ruolo determinante, in questo, come in altri episodi simili. Chi per i motivi più vari, non è in grado di tenere un bambino appena nato, può partorire in qualsiasi ospedale, non riconoscere il bambino e conservare l’anonimato. Un qualunque  neonato, lasciato in ospedale, troverà cure, amore ed una nuova famiglia. Tante volte è la non conoscenza delle tante opportunità  che il nostro sistema giuridico ed assistenziale, offre alle madri in difficoltà a causare situazioni drammatiche. E’ importante, a giudizio del LI.SI.PO. – ha continuato de Lieto -, che sia attuato un piano capillare di informazione, diretto alle persone più svantaggiate, a quelle persone  abbandonate a loro stesse, ai margine della società. Certo, l’indignazione è tanta, ma approfondendo questa triste vicenda, potrebbe emergere la condizione di una madre, che neppure sapeva a chi rivolgersi, non sapeva  neppure immaginare le tante opportunità che il nostro sistema pone in campo, per le donne, in attesa di un bambino,  che si trovano in difficoltà. Miseria, solitudine, alcolismo, droga, maltrattamenti, violenza di ogni genere: questo è lo scenario  che  ha caratterizzato  alcuni casi, simili a questo. Forse  questa madre, – ha concluso de Lieto – abbruttita dalla vita e disperata, ha commesso un gesto orribile che, comunque, non ha scusanti, in un momento di follia e di disperazione. I servizi sociali, le Istituzioni, a tutti i livelli, devono fare di più. I Comuni non devono aspettare che coloro che vivono situazioni di grave bisogno, bussino alla  loro porta, ma devono organizzarsi, per raggiungere, anche il più isolato  cittadino, in stato di bisogno”.