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Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, Catalfamo: “verifiche opportune ma allarmismi strumentali non giovano a nessuno”

ospedale barcellona

Ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto, Catalfamo: “l’emergenza pandemica ha gettato l’intero sistema sanitario regionale in un clima burrascoso e spesso ha richiesto sforzi e sacrifici che non sono sempre facili da compiere e gestire”

“L’emergenza pandemica ha gettato l’intero sistema sanitario regionale in un clima burrascoso e spesso ha richiesto sforzi e sacrifici che non sono sempre facili da compiere e gestire. Fatte le dovute premesse che devono motivarci a far meglio e a coniugare le esigenze della spesa pubblica con gli sforzi tesi a farci trovare pronti, dobbiamo quindi procedere alle opportune verifiche del caso. Tuttavia mi è subito parso che nei toni e nelle modalità si sia perso di vista il punto della questione: fare chiarezza. In un momento confuso dove la gente ha paura, la verità ha il sacrosanto dovere di camminare senza ostacoli ma non possiamo permetterci che questa venga veicolata, in un senso o nell’altro, per convenienze terze e strumentali. L’allarmismo, in altre parole, non serve a nessuno in questo momento già di per sé difficile. Ho personalmente parlato con il direttore La Paglia e per quanto concerne il caso Barcellona, le sue motivazioni mi sono parse plausibili. Il materiale depositato suscita sicuramente perplessità a una prima visione ma si tratta di macchinari stoccati in attesa di un possibile peggioramento. E nei piani regionali questo passaggio si sarebbe dovuto compiere entro la fine di novembre. Siamo nei tempi, seppur brevi, della sua attuazione. Quindi già la prima gamba allarmastica barcolla. L’Ospedale di Barcellona non fa parte di quelle strutture che ospitano un certo numero di terapie intensive che sono infatti state smistate negli ospedali più grandi di Messina. I costi non sono quelli stimati dal servizio giornalistico e gran parte del materiale stoccato risulta donato. Sentendo poi gli altri ospedali e uscendo per un attimo dal focus barcellonese, i posti di degenza ordinaria e di terapia intensiva non sono tutti occupati, siamo quindi lontani dai numeri di altre regioni che dovrebbero dettare un rigore e una velocità certamente maggiore che comunque, a mio parere, dobbiamo avere. E su questo sono stato deciso anche con l’Assessore Razza. Non possiamo permetterci pause di riflessione sul tema covid. Vorrei aggiungere che le scelte aziendali in tema di sanità vengono prese a livello macroscopico e non localistico. Non c’è un complotto contro Barcellona. L’emergenza covid viene infatti gestita in campo di rete ospedaliera “provinciale”. Così deve essere perché il covid non si ferma in autostrada ma continua la sua corsa da comune a comune. Infine una riflessione più lucida va fatta sul personale sanitario e medico che mi sembra in assoluto la problematica più seria. Molto del personale preso “a tempo” è stato riassorbito dagli ospedali centrali. Trovare anestesisti e rianimatori non è facile. Trovarli disponibili a lavorare nei reparti covid non è per nulla scontato. Un’altra riflessione parallela andrebbe fatta sulle modalità di accesso alle università. Non possiamo permetterci indugi, tagli ed esclusioni accademiche al ribasso. La questione è seria e non va certo affrontata in servizi di un minuto in televisione e neanche urlando e facendo battaglie strumentali per tornaconti personali. L’impegno mio personale sul tema resta invariato e se io per primo che vivo questo territorio, non uso toni allarmastici, vorrà pur dire qualcosa. Invito tutti alla dovuta prudenza, una prudenza e una serietà che dovrebbe appassionare tutti gli attori coinvolti, soprattutto quelli sul campo. Fermo restando l’impegno e la responsabilità mia, del mio staff e della mia parte politica. Un impegno che rinnovo per verificare nuove o vecchie criticità, nelle sedi opportune però e non nelle piazze o davanti una telecamera”. Così l’onorevole Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per la Lega.