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NBA – Le novità della nuova stagione: dal mercato al salary cap, la luxury tax fa sorridere le contender più spendaccione

DeFelice/Getty Images

Ecco le novità della nuova stagione NBA: dalla data d’inizio a quella del Draft, i cambiamenti di salary cap e luxury tax

La stagione NBA 2019-2020, slittata fino in allo scorso ottobre a causa della pandemia, è finita da poco, quella 2020-2021 è già alle porte. L’offseason sarà relativamente breve, il 22 dicembre si torna in campo per una regular season da sole 72 partite. L’NBA ha definito le principali date e le novità che scandiscono la nuova stagione:  tra il 16 e il 17 novembre (la data non è ancora ufficiale) verrà permesso alle squadre di effettuare gli scambi e i giocatori potranno esercitare le opzioni a loro favore; il 18 novembre si terrà il Draft; dalla mezzanotte tra il 20 e il 21 novembre possibili gli accordi con i free agent, poi ufficiali da lunedì 22 novembre. L’inizio dei training camp è fissato all’1 dicembre.

Per quanto riguarda il salary cap, il tetto massimo di tutti i salary dei giocatori a roster, sarà lo stesso della passata stagione 109.140.000 di dollari, con la soglia della luxury tax confermata a 132.627.000%. Per le successive annate l’aumento di entrambe le soglie sarà da un minimo del 3% a un massimo del 10%, in base alle entrate della lega. La luxury tax verrà inoltre ridotta di una percentuale proporzionale ai mancati introiti della NBA, favorendo le franchigie più ‘spendaccione come Warriors, Nets, Celtics, Sixers e Bucks. Per fare un esempio, ad un calo del 30% degli introiti corrisponderà un 30% in meno della luxury tax. Presente inoltre una novità sulla trattenuta relativa agli stipendi dei giocatori, normalmente il 10%, che potrà essere estesa fino ad un massimo del 20% per questa stagione e le successive due (2023).