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NBA Draft 2020 – Nico Mannion agli Warriors 37 anni dopo papà Pace: dal camp con Curry al college di Kerr, il cerchio si chiude

Nico Mannion scelto con la pick numero 48 dai Golden State Warriors a 37 anni di distanza da papà Pace: tante coincidenze per un disegno del destino

Like father, like son“, americanizzazione di “tale padre, tale figlio“, una massima che vale anche oltreoceano. Con questa frase i Golden State Warriors hanno accolto Nico Mannion, giovane playmaker italiano scelto ieri notte all’NBA Draft 2020. Nel 1983 la stessa franchigia scelse papà Pace Mannion, rimasto solo un anno per poi girovagare fra Utah, New Jersey, Milwaukee, Detroit e Atlanta prima di arrivare in Italia. L’arrivo a Golden State sembra scritto nel destito di Niccolò. Ci si aspettava una chiamata entro la fine del primo giro o l’inizio del secondo per la point guard tricolore, scelto invece con la pick numero 48 a metà del secondo turno. Poco male visto che è comunque finito in una franchigia di ottimo livello, che sa come si vince e che ha ambizioni da playoff nonostante l’infortunio di Klay Thompson. Insieme a lui anche James Wiseman, second pick che si appresta a diventare uno dei centri più dominanti del futuro.

Entrambi in passato hanno partecipato al camping organizzato da Stephen Curry, diventato oggi loro compagno di squadra: Nico Mannion potrà imparare i segreti del talentuosissimo playmaker in maglia numero 30 e crescere alle sue spalle, trovando il modo di adattarsi alla realtà NBA senza troppe pressioni. Coach Steve Kerr lo ha accolto subito bene: “Bear Down” la frase twittata dall’allenatore, slogan degli Arizona Wildcats, squadra di college nella quale Kerr ha giocato negli anni 80 e nella quale Nico Mannion ha passato l’ultima stagione prima del salto in NBA. Ieri notte il cerchio si è chiuso, in NBA c’è un nuovo talento italiano.