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Messina, bloccato il circo Orfei: il Sindaco De Luca interviene in sostegno, ma gli animalisti non ci stanno

Per la LAV il messaggio di sostegno del Sindaco De Luca è un fatto grave

La LAV, acronimo di Lega Anti Vivisezione, un’associazione animalista italiana, denuncia la gravità dell’appello del sindaco Cateno De Luca per il circo Orfei stazionante a Messina, definendo il suo messaggio di appoggio un atto grave che nulla a che fare con il benessere degli animali. E’ stata censurata anche la garante per gli animali di Reggio Calabria Mary Foti, che si era intromessa nella vicenda. Di seguito i comunicati stampa, il primo inerente la questione messinese, il secondo di rilevanza nazionale.

“Siamo di fronte all’ennesimo appello da parte di un circo, in cui si chiedono aiuti per far fronte ad una situazione di emergenza puntando alla sensibilità e generosità delle persone, con messaggi “strappalacrime”. Questa volta, però, la vicenda ha assunto un carattere ancora più grave: il Sindaco di Messina, Cateno De Luca, sostenuto da Mary Foti,“garante” per i diritti degli animali della vicina città di Reggio Calabria, ha deciso di far suo l’appello del Circo Darix Togni, invitando i suoi concittadini, e quelli delle aree limitrofe, a fare donazioni in favore del circo. Oltre alla strumentale richiesta di aiuti da parte di una categoria che è stata sostenuta, in questi mesi, proprio per far fronte ai mancati incassi dovuti allo stop forzato, nello specifico va detto che:

1. Il circo in questione, come tutti gli altri circhi, avrebbero potuto accedere ai fondi per emergenza Covid allo spettacolo viaggiante (per il circo siamo sui 5,5 milioni di €), al Fondo unico per lo spettacolo 2020 (altri 5,3 mln), senza contare dei numerosi aiuti destinati al personale in regola e alle imprese.

2. Nessuno è bloccato in comune diverso da quello di residenza, né ora né durante la prima fase dell’emergenza. Inoltre,il circo in questione avrebbe potuto operare per diversi mesi, senza dover aspettare l’autunno quando era purtroppo ipotizzabile un’intensificazione dell’emergenza.

3. Qui non si tratta di aiutare gli animali. non possiamo essere solidali con chi sfrutta gli animali per il proprio tornaconto. Gli animali in un circo sono sfruttati 365 giorni all’anno, per tutta la vita, senza alcuna considerazione per i loro bisogni etologici. Lasciando da parte totalmente la questione della “garante” Foti, la quale non crediamo stia affatto tutelando i diritti degli animali, chiediamo al Sindaco De Luca di smettere di fare appelli per un circo che sta usufruendo di fondi pubblici e donazioni ricevute da molti Comuni dell’area di Messina, sottratti alle necessità dei suoi cittadini, senza alcun reale motivo”.

Nel secondo comunicato, di più ampio respiro nazionale, la Lav invoca uno stop a questo sincretismo pietistico e chiede come siano stati spesi i fondi di emergenza dal fondo unico per lo spettacolo e di qui anche i circhi fanno parte:

“La situazione di emergenza in cui versa il Paese comporta la chiusura di moltissime attività, tra cui quelle degli spettacoli, e in molte zone d’Italia numerosi circhi hanno già iniziato a far leva sul pietismo, chiedendo aiuti per nutrire gli animali che, altrimenti, rischierebbero di morire di fame.

Quello che i circensi non dicono, però, è che, proprio per far fronte ai mancati incassi, a giugno 2020 è stato finanziato per diecimila euro ogni circo richiedente, dal fondo emergenza Covid 19 (5,5 mln). Ogni circo e ogni lavoratore del settore, poi, purché in regola, ha potuto usufruire dei fondi emergenza di marzo, aprile e maggio. Quest’anno, inoltre, l’allocazione erogata agli “spettacoli viaggianti” dal Fondo Unico per lo Spettacolo, è stata di ben 5,5 milioni di euro, garantendo loro somme tra i 40mila e i 200mila euro!

Ogni giorno riceviamo segnalazioni da tutta Italia circa appelli di carattere emergenziale da circhi con animali. Oltre che a richieste su giornali locali, ad associazioni caritatevoli e alle istituzioni, ci sono giunte segnalazioni addirittura di richieste in chat scolastiche, che ripercorrono la stessa strategia di marzo e aprile scorsi: facendo leva su pietismo e compassione di bambini e adulti, di fronte a “poveri animali” che non possono esser nutriti per via del “blocco”, afferma Andrea Casini, Responsabile LAV Area Animali Esotici.

Appelli totalmente fuori luogo, se si considerano gli ingenti aiuti ricevuti nei mesi scorsi. – prosegue Casini – I circensi si decidano: se non sono in grado di mantenere gli animali che sfruttano, per i loro tornaconti, 365 giorni l’anno negli spettacoli, nonostante gli aiuti tutt’altro che scarsi ricevuti, smettano di usarli! Altrimenti è solo l’ennesimo, squallido modo, di sfruttarli, facendo leva sulla sensibilità dei cittadini”.

Chiediamo che una volta per tutte si prenda atto di queste contraddizioni e si interrompano i finanziamenti ai circhi con gli animali, e rivolgiamo un appello alle Istituzioni e ai cittadini di farsi parte attiva del ritorno a una nuova normalità #NONCOMEPRIMA”.