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Maradona ricoverato in ospedale, ematoma subdurale al cervello: sarà operato d’urgenza nelle prossime ore

Maradona Photo Getty Images

Diego Armando Maradona ricoverato in ospedale a La Plata: dall’Argentina sicuri di una possibile operazione al cervello nelle prossime ore

Nelle ultime ore Diego Armando Maradona è stato ricoverato in ospedale presso una clinica di La Plata. La famiglia ha parlato di un controllo di routine per tenere in osservazione, per qualche giorno, la salute cagionevole del ‘Pibe de Oro’. Nessun caso di Coronavirus, piuttosto il medico personale del fuoriclasse argentino ha consigliato il ricovero per evitare che qualche momento di sconforto dovuto alle notizie sulla pandemia, mescolato alle sue condizioni di salute precarie (Maradona ha difficoltà a camminare e sente gli acciacchi dei suoi 60 anni), potessero sfociare in una forma di depressione.

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Dall’Argentina però rimbalza una clamorosa notizia che spaventa terribilmente tutti i fan del ‘Diez’: nelle prossime ore Diego Armando Maradona si dovrebbe sottoporre ad un’operazione al cervello d’urgenza. Gli esami medici effettuati hanno riscontrato un ematoma subdurale, ovvero un accumulo di sangue tra crano e cervello, che dovrà essere rimosso con un’operazione chirurgica nelle prossime ore. Stefano Ceci, amico e manager di Diego Armando Maradona, ha spiegato a Radio Kiss Kiss Napoli: “sarà operato, gli è stato trovato dopo una Tac un ematoma al cervello dovuto a un trauma. Avrà sbattuto la testa e non se ne sarà reso conto, capita dopo le pillole che prende per la mancanza del sonno. Non è un particolarmente intervento rischioso come mi hanno detto i medici, già stasera sarà operato. Erano diversi giorni che era abbattuto, è molto giù a livello psicologico e a questo si è aggiunta anche l’anemia. Il suo corpo negli anni è stato molto provato dalla vita sregolata che ha condotto e anche la pandemia a livello psicologico non l’ha aiutato. È stato rinchiuso da mesi solo con la cuoca e un aiutante, non incontra neanche i familiari da inizio pandemia“.