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M5S: capo comunicazione Bruxelles, ‘governo ferma licenziamenti, noi mandati a casa’ (2)

(Adnkronos) – “Non potevamo fare diversamente – prosegue Destro nel messaggio – perché non avrebbe avuto senso: se la linea è NO MES, e due deputati si svegliassero SI’ MES, la comunicazione seguirebbe esclusivamente la linea ufficiale. Così abbiamo fatto sulla PAC. Questo perché è la comunicazione del Movimento, non quella personale di uno o tre deputati. Questa è una regola universalmente riconosciuta in qualunque gruppo democratico, oltre ad essere un impegno sottoscritto da tutti i portavoce già al momento della candidatura firmando il Codice di Condotta”.
“Diciamo la verità anche sui soldi: tutta la comunicazione, che in realtà ha funzioni anche di segretariato e amministrative, ‘costa’ ad ogni deputato neanche il 10% del fondo per gli assistenti parlamentari che hanno a disposizione dal Parlamento europeo – fa i conti l’ormai ex capo comunicazione M5S a Bruxelles – soldi che non sono nella disponibilità del deputato e che o vengono spesi o vengono trattenuti dal Parlamento). Il dieci per cento del budget per i collaboratori, scelta anch’essa presa da tutti i portavoce, anche quelli che hanno avuto da ridire sul gruppo comunicazione. Di fatto con questa azione arbitraria di una minoranza di deputati, decade il gruppo comunicazione”.
“Otto persone, otto professionisti, otto uomini e donne che hanno svolto fino ad ora in maniera impeccabile il proprio lavoro e che hanno l’unica colpa di essere vittime di un gioco politico sporco e più grande di loro. Otto persone sono licenziate a partire da oggi, con i tempi e le modalità previste dal Parlamento europeo, senza che la delegazione del Movimento ne abbia nemmeno discusso: è una scelta unilaterale, senza dibattito né appello”.