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Incendio San Gregorio d’Ippona: comunicati i risultati delle analisi dei campioni di suolo

Il Dipartimento provinciale Arpacal di Vibo Valentia ha trasmesso venerdì scorso al Sindaco di San Gregorio d’Ippona l’esito delle analisi dei campioni di suolo prelevati nelle vicinanze dell’area investita dal rogo che ha interessato un impianto di recupero/riciclo

Il Dipartimento provinciale Arpacal di Vibo Valentia, guidato dal dr. Clemente Migliorino, ha trasmesso venerdì scorso al Sindaco di San Gregorio d’Ippona, nonché al primo cittadino di Vibo Valentia, alla Regione, al Presidente della Provincia ed alla Prefettura di Vibo Valentia, l’esito delle analisi dei campioni di suolo prelevati nelle vicinanze dell’area investita dal rogo che ha interessato un impianto di recupero/riciclo e messa in riserva di rifiuti non pericolosi a San Gregorio d’Ippona il 4 ottobre scorso. I tecnici Arpacal – dott. Fortunato Borrello e ing. Franco Dario Giuliano – nei giorni successivi allo spegnimento dell’incendio, infatti, hanno proceduto al prelievo di cinque campioni di terreno superficiale, tecnicamente denominato “top soil”, lungo l’asse principale dell’area ove i fumi dell’incendio si erano sviluppati, per la verifica degli inquinanti al suolo. “I campioni – spiegano i tecnici – sono stati prelevati su terreni prossimi e circostanti all’insediamento sulla base delle indicazioni ricavate da una simulazione algoritmica di dispersione inquinanti al fine di valutare ricadute e pianificare i punti di prelievo. I 5 campioni di top soil sono stati prelevati, previa asportazione dello strato erboso, ad una profondità di circa 10-15 cm e sono stati ricercati analiticamente: PCB, IPA, Idrocarburi C>12 e Metalli pesanti al suolo”. L’esito delle analisi di tali campioni è moderatamente rassicurante, perché quasi tutti i parametri segnano il rispetto dei limiti tabellari previsti dal Testo Unico dell’Ambiente (nello specifico Allegato 5 Titolo V D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.), tranne che per il Berillio ed il Vanadio. Questi lievi superamenti per berillio e vanadio non sono comunque associati a valori significativi di IPA e PCB, famiglie di composti strettamente correlati all’incendio. Ora l’attenzione si sposta sulla destinazione urbanistica di quei terreni, ad oggi agricoli, previsti dalla Pianificazione Urbanistica del Comune. “Previo riscontro da parte dell’Ente comunale della esatta destinazione urbanistica dei terreni presso cui sono stati effettuati i campionamenti relativamente agli analiti (Berillio – Vanadio) rinvenuti in concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) superiori ai limiti – spiega nel suo rapporto l’Arpacal – preliminarmente si rappresenta che tale riferimento viene utilizzato per il principio di cautela, poiché per i suoli agricoli (se tale si riscontrasse fossero i terreni circostanti all’impianto) il legislatore ad oggi non ha ancora stabilito i limiti specifici, per i quali una nota dell’Istituto Superiore della Sanità stabilisce che, in assenza di studi specifici da parte delle autorità regionali, possano essere applicati quelli relativi ai siti a verde pubblico, privato e residenziale, ossia la colonna A del D.lgs. 152/06”. In sostanza, conclude la nota che Arpacal ha inviato al Comune di San Gregorio di Ippona – “se l’Ente comunale certificasse che la destinazione urbanistica dei terreni presso cui sono stati effettuati i campionamenti è ad uso verde pubblico, privato e residenziale o agricolo, per cui valgono i limiti della colonna A, sarà opportuno, a maggior tutela della salute pubblica e dell’ambiente, approfondire le indagini ambientali almeno fino al primo metro di suolo superficiale”.