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Formula 1 – La terribile esperienza di Vitantonio Liuzzi: “Coronavirus e polmonite, i medici mi hanno salvato”

Foto Getty / Paul Gilham

Vitantonio Liuzzi racconta la sua terribile esperienza con il Coronavirus: l’ex pilota di Formula 1 ricoverato per una polmonite

Facevo allenamento, un circuito per riprendere un po’ fiato, poi alla fine mi sono sentito spossato. Occhi caldi, lucidi. Pensavo fosse la fatica degli esercizi, dato che il corpo non è più abituato come prima allo sforzo. Per scrupolo abbiamo deciso di farci un tampone rapido il giorno dopo, perché nella classe di Sole un ragazzo era risultato contagiato. Una volta venuto il farmacista, ci è stata comunicata la positività e che bisognava allertare il 118 per dare avvio alla quarantena“. Inizia così il racconto della terribile esperienza vissuta da Vitantonio Liuzzi, ex pilota di Formula 1 con Toro Rosso e Red Bull, rilasciato ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’. La sua esperienza fa capire come il Coronavirus possa far male anche a soggetti giovani (ha 39 anni, ndr) e allenati.

Nonostante i sintomi fossero inizialmente lievi (leggera febbre e perdita del gusto), in pochi giorni le condizioni di Vintantonio Liuzzi sono peggiorate, tanto da rendere necessario il ricovero in ospedale: “la diagnosi è stata subito chiara: avevo un inizio di polmonite, di tipo bilaterale. – spiega l’ex pilota di F1 – Per fortuna sono stato al sicuro perché conoscevo la bravura dei dottori del reparto e il ventilatore mi ha aiutato nella respirazione, dato che avevo il fiato molto corto nei primi tre giorni di ricovero“.

Dopo una convalescenza piuttosto provante tra febbre a 38.5°, momenti in cui “il respiro veniva quasi meno“, la convivenza in stanza con “un anziano signore sulla 70ina, che faceva molta fatica a inalare aria”, e la cura con il farmaco antivirale ‘Remdesivir’, Vitantonio Liuzzi racconta: “lo scorso martedì alle 17.30 sono potuto tornare a casa dalla mia famiglia. Sono ancora positivo e mi sento uno straccio, ma almeno posso passare la quarantena con le mie donne. Anche se tutti e tre abbiamo avuto dei sintomi, dobbiamo ritenerci fortunati vedendo quello che altre famiglie hanno passato con il Covid finendo anche in terapia intensiva. All’inizio finché non ti capita nulla pensi sempre di essere invincibile e tendi pure a sminuirlo, ma è capace di cambiarti la vita in peggio. Sa buttarti a terra quando meno te lo aspetti. È importante sanificarsi, lavarsi le mani, stare attenti a qualsiasi cosa. E me ne rendo conto ancora di più adesso, con una famiglia accanto e genitori a pochi passi da casa mia, che per fortuna non ho incontrato. Non sapere il motivo per cui lo hai preso, porta a farti mille domande e ti destabilizza: ti senti più piccolo di una cosa che in realtà è più grande di te“.