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Fed: con Trump quattro anni ‘in prima linea’, fra critiche e bocciature/Adnkronos

Roma, 2 nov. – (Adnkronos) – In teoria, il destino di una banca centrale – per natura indipendente – come la Federal Reserve le suggerirebbe di tenersi alla larga da un’elezione presidenziale. Tanto più se si considera che quella in calendario domani si preannuncia come il voto più controverso e infiammato dal 2000, quando per un pugno di voti (non riconteggiati per scelta della Corte Suprema) George W. Bush strappò la Casa Bianca ad Al Gore.
Eppure, mai come nella presidenza Trump la Federal Reserve è stata oggetto di attenzioni (non sempre desiderate) da parte dell’inquilino di 1600 Pennsylvania Avenue: a iniziare dall’inedito licenziamento nel 2017 della presidente Janet Yellen, il primo numero uno della banca centrale a non essere riconfermato negli ultimi quarant’anni dal nuovo presidente. Nonostante gli elogi di rito, Donald Trump non ha da subito fatto mistero di volere un suo uomo al vertice della Fed, scegliendo Jerome Powell, il ‘preferito’ dal segretario al Tesoro Mnuchin. Salvo poi pentirsene quasi subito, quando la Federal Reserve ha continuato il rialzo dei tassi avviato nel 2015, contro i desiderata del presidente, che chiedeva un costo del denaro a zero per sostenere quella crescita dell’economia e di Wall Street che ha segnato tre dei suoi quattro anni alla Casa Bianca.
In effetti dopo avere resistito tutto il 2018 e metà 2019, ad agosto dello scorso anno Powell (criticato esplicitamente dal presidente, in interviste e via Twitter, con modalità mai viste nella storia degli Usa) ha iniziato a tagliare i tassi di 25 punti: beccandosi persino in questa occasione un perfido “Come al solito, Powell ci ha deluso” da parte di Trump. Ma la verità è che la banca centrale aveva iniziato a vedere un rallentamento dell’economia e aveva capito che irrigidire le condizioni del credito non avrebbe fatto bene a nessuno. Poi a inizio 2020 è arrivata la pandemia e allora la Fed è entrata in modalità ’emergenza’, con decisioni rapide e decise che hanno sicuramente contribuito ad attenuare gli effetti della crisi.