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Eugenio Gaudio, il clamoroso retroscena: “non ha mai accettato, ieri il Governo l’ha annunciato senza avere il suo ok”

Eugenio Gaudio, il retroscena fornito dal fratello: non aveva mai accettato l’incarico, il Governo l’ha nominato senza che lui avesse dato l’ok

Mio fratello già ieri si era riservato di decidere. Poi la sua nomina è stata data per certa ma in realtà lui non aveva accettato“. A dirlo è Roberto Gaudio, fratello di Eugenio, ex rettore della Sapienza, ieri nominato commissario della Sanità calabrese dal Consiglio dei Ministri. “Noi avevamo dei dubbi – ha proseguito Roberto Gaudio all’ANSA – perchè per mio fratello significava lasciare la sua vita a Roma e trasferirsi qui in Calabria“.

Oggi lo stesso Gaudio, in un’intervista a Repubblica, chiarisce che non ha accettato l’incarico perchè “Motivi personali e familiari me lo impediscono. Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare. La famiglia per me è un valore primario. Avrei voluto provare, è un impegno gravoso ma mi sono sempre messo a disposizione del servizio pubblico. Ho trovato resistenze in casa, e a questo mi piego. L’ho detto per tempo al ministro Speranza“.

Sul terzo commissario per la Sanità della Calabria nominato dal Governo negli ultimi dieci giorni, Conte e Speranza hanno quindi fatto l’ennesima figuraccia. Perchè prima di annunciare Gaudio avrebbero potuto pensarci e avere la conferma ufficiale dal diretto interessato. Come possiamo pensare di essere tutelati in piena emergenza sanitaria se ci governa gente che annuncia pubblicamente nomine ad incarichi così importanti senza che il diretto interessato abbia dato l’ok definitivo? E non c’è molto da sorprendersi: sono gli stessi che avevano annunciato “Gaudio in tandem con Strada“, circostanza già ieri sera smentita dal fondatore di Emergency. E sono gli stessi che a febbraio accusavano di razzismo chi lanciava allarmi di preoccupazione sull’arrivo del Coronavirus dalla Cina; gli stessi che a marzo hanno fornito alla stampa le notizie della chiusura della Lombardia determinando la fuga di centinaia di migliaia di fuori sede verso il Sud; gli stessi che nei mesi successivi hanno pensato a monopattini e banchi a rotelle anzichè incrementare tamponi, infermieri e terapie intensive.

Poi il disastro della Calabria: l’unica Regione in cui la sanità è gestita dallo Stato, inspiegabilmente dichiarata “zona rossa” nonostante sia fuori dalle criticità epidemiologiche e ospedaliere. Da quel momento è esploso il caos. Zuccatelli, Cotticelli e Gaudio, Conte e Speranza ne hanno sbagliate 3 su 3 in meno di dieci giorni. E adesso non ha senso che si continui con questo barbaro teatrino sulla pelle dei calabresi, che sono stati fin troppo pazienti. Si dimettano loro, e restituiscano la sanità della Calabria ai calabresi.

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