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Le forti esplosioni sullo Stromboli confermano le tesi dei geologi sul rischio della zona di Scilla

La zona dello Stretto di Messina è tra le più sismiche del Mediterraneo per lo scontro tra la placca Europea e quella Africana ed in molti si chiedono quando potrà verificarsi un altro evento catastrofico

Il maremoto del 1783, il terremoto del 1908 e la mareggiata del 1980 rappresentano i fenomeni distruttivi naturali più clamorosi che hanno colpito Scilla in questi ultimi secoli. La zona dello Stretto di Messina è tra le più sismiche del Mediterraneo per lo scontro tra la placca Europea e quella Africana ed in molti si chiedono quando potrà verificarsi un altro evento catastrofico. Nelle previsioni dei terremoti purtroppo la scienza mostra limiti ancora profondi e difficilmente migliorabili a breve scadenza: quando si muovono i pennini dei sismografi è ormai troppo tardi e da qualche parte l’evento tellurico ha già portato paura, danni e distruzione. L’intera Calabria è una delle regioni più sismiche d’Italia e le statistiche confermano questa teoria : dei 708 comuni italiani classificati come sismici di “prima fascia” ben 261 sono calabresi. Scilla è tra questi e infatti il suo territorio é classificato a rischio massimo in funzione di un prossimo eventuale sisma, secondo la normativa vigente del 2003. Il geologo Giampiero Petrucci considera pericoloso anche il dissesto idrogeologico provocato dalle precipitazioni particolarmente abbondanti che negli ultimi anni hanno causato a Scilla frane, smottamenti e cadute di massi dai versanti generando danni alle più importanti infrastrutture del luogo. Ricordiamo gli effetti più devastanti nel 2001 e nel 2005 dove in conseguenza a vere e proprie “bombe d’acqua” franò l’intera montagna in prossimità della stazione ferroviaria di Favazzina investendo in entrambe le occasioni un treno i cui viaggiatori rimasero miracolosamente illesi e nel 2009 quando le frane provocarono la chiusura dell’Autostrada Salerno – Reggio Calabria in prossimità dello svincolo di Scilla e della Strada Statale 18. Le ultime esplosioni dell’iperattivo vulcano Stromboli conferma un ulteriore pericolosità da non sottovalutare data la vicinanza delle Isole Eolie da Scilla, come Vulcano, Lipari, Saline, Panarea e appunto lo Stromboli dove nel 2002 un’enorme frana cadde in mare dalla celebre “Sciara del fuoco” sul lato Ovest dell’isola, provocando un’onda che raggiunse in breve tempo il porto di Milazzo e arrivando addirittura all’Isola di Ustica e a Maratea anche se i suoi effetti furono abbastanza limitati ma comunque pienamente avvertibili. Viceversa se la frana si verificherebbe sul lato Est dell’Isola di Stromboli è la zona di Scilla ad avere il più alto rischio di maremoto. Dunque Scilla è un paese a rischio? A questa domanda il famoso geologo Mario Tozzi rispose in modo affermativo durante la trasmissione televisiva “Gaia” di alcuni anni fà dedicando a questo argomento un’intera puntata e proprio qui dichiarò che proprio Scilla è una delle tre zone più a rischio del mondo.

Enrico Pescatore