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Empoli-Reggina, il doppio ex Coralli a StrettoWeb: “A Reggio ho pianto due volte, quando sono arrivato e quando sono andato via”

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Empoli-Reggina, le parole a StrettoWeb del doppio ex Claudio Coralli: tra il suo passato in Toscana e quell’annata in riva allo Stretto

Uno dei doppi ex di Empoli-Reggina, che domani tornano a sfidarsi in B a distanza di 6 anni, è Claudio Coralli. L’attaccante, soprannominato “Il Cobra”, è nato e cresciuto in Toscana, iniziando la sua esperienza nel calcio proprio con i biancazzurri. In amaranto, invece, un solo anno, ma molto intenso e importante.

“In questo momento sono fermo e a casa, quindi sto seguendo con attenzione il campionato di Serie B – dice il giocatore ai microfoni di StrettoWeb – L’Empoli sta giocando bene, è partito fortissimo e con un allenatore che sa insegnare calcio. L’anno scorso avevano spesso tantissimo ma non giocavano bene, quest’anno invece sì. E’ una piazza da Serie A. La Reggina la seguo sempre, mi è rimasta nel cuore. Anche se c’è stato qualche rigore sbagliato di troppo, e domani mancherà un fuoriclasse, mi aspetto una bella partita, con tanti gol”.

Il fuoriclasse è proprio Jeremy Menez, assente dopo l’espulsione rimediata. Che ne pensi?

“Gli hanno dato una giornata di squalifica. Se ci fosse stato il pubblico non sarebbe accaduto nulla, né la squalifica e né tantomeno l’espulsione. Quando non c’è gente si sente tutto, ma l’adrenalina si deve sfogare in campo. Ha chiesto scusa sui social e va bene così”.

Veniamo al passato. Cos’è per te Empoli?

“Lì ci sono nato, ho iniziato a giocarci dall’età di 12 anni. Ho fatto tutto il settore giovanile, con un contratto di 13-14 anni. Mi hanno fatto crescere in tutti gli aspetti, ho passato gli anni più belli ed ero l’idolo dei tifosi”.

E a Reggio, invece?

“Ho pianto, due volte. Quando sono arrivato e quando purtroppo sono andato via. Era la mia prima esperienza al Sud ed è stata bellissima. A chi incontro tutt’ora dico questo, che giocare al Sud e a Reggio è veramente speciale. Poi lì c’ho anche degli amici, compari per l’esattezza. Sono Danilo Cucinotti, Francesco Martino e Toti Porcino. Mi hanno battezzato la bambina”.

Quindi quando puoi ritorni qui?

“Sì, quando posso. Anche l’anno scorso”.

E’ quell’annata con la fascia di capitano?

“Sono arrivato con il presidente Mimmo Praticò e ho saltato qualche partita perché ero appena arrivato, poi abbiamo iniziato a far bene, è stata una bella annata”.

Ora c’è una nuova proprietà.

“Sì, c’è il presidente Gallo. E’ veramente una forza, ha costruito una squadra per riportare la Reggina dove merita. Peccato per l’assenza di pubblico. Neanche in Serie A ci sono stadi e tifosi come quelli di Reggio, con una grande curva”.

Pensi che sia tra le favorite alla promozione?

“Sì, credo che con Empoli e Frosinone sia tra le squadre che può tentare il salto”.

Niente Monza?

“No, lo metto dietro. Non lo vedo quest’anno, ha una squadra completamente nuova, ci vorrà un po’ di tempo”.

E il “tuo” Cittadella?

“Tra le favorite sicuramente no, ma lì si fa calcio e anche bene. Il direttore Marchetti è veramente un fenomeno. Quest’anno non c’è una grande squadra a livello di organico ma sono lì, a lottare nei piani alti, come stanno facendo ormai da un po’. Cittadella è un ottimo trampolino di lancio per i giovani, c’è tranquillità, serenità, chi ti insegna calcio e chi ti vuole bene”.

E Coralli ora cosa fa e quali obiettivi ha per il futuro? Stai già pensando al ritiro?

“Ebbene sì, ci sto già pensando. Il mio futuro è l’allenatore. Ad oggi tutti vogliono farlo ma penso che c’è chi è portato e chi no. Io prenderò il patentino il prossimo anno e poi mi darò da fare per fare qualcosa di importante”.

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