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Emergenza rifiuti a Reggio Calabria, Patto Civico: “in un mese niente è stato risolto. Perché non usare il termovalorizzatore di Gioia Tauro?”

Foto StrettoWeb / Salvatore Dato

Patto Civico chiede chiarezza anche sulla data che proroga il contratto con l’AVR

Non sembra vicina la soluzione per quanto riguarda l’emergenza rifiuti a Reggio Calabria. Attraverso un comunicato, il Laboratorio politico Patto Civico ha proposto alcune soluzioni. Ecco la nota stampa:

“E’ trascorso ormai oltre un mese dalle elezioni amministrative cittadine, il 10 ottobre si è avuta la proclamazione degli eletti, due i Consigli comunali convocati, completata la costituzione della Giunta. La campagna elettorale ha avuto come leitmotiv proprio la questione rifiuti che ha caratterizzato l’intero periodo estivo, triste presentazione per quanti, pur in misura ridotta a causa del Covid-19, hanno visitato il nostro territorio. 

Tante parole si sono spese, ma ancora nulla è stato fatto e, da oltre quattro mesi, Reggio Calabria è in piena emergenza. I rifiuti sono ammassati lungo gli slarghi e le strade cittadine fino ad impedirne il passaggio a veicoli e pedoni, microdiscariche sono un po’ ovunque (da Pentimele a San Gregorio e oltre). In alcuni quartieri la situazione è insostenibile, si pensi in particolare ad Arghillà e a Ciccarello, dove più volte i rifiuti sono stati dati alle fiamme.

Nel frattempo sono arrivate le bollette relative all’acconto Tari 2020. In tanti chiedono la riduzione degli importi in considerazione della mancata effettuazione del servizio. Così come si invoca che il costo del servizio venga suddiviso con quanti ancor oggi ne evadono il pagamento, rilevandone le posizioni tramite l’incrocio delle banche dati già in possesso dell’Ente (v. allacci idrici ecc.) e puntando su sistemi premianti dei comportamenti virtuosi con appositi incentivi. Si dovrà anche tener conto di quanti non hanno realmente la possibilità economica di provvedere al pagamento ed ai quali vanno ugualmente consegnati i mastelli perché concorrano alla raccolta. 

Come Laboratorio politico Patto Civico non possiamo accontentarci né della protesta né della denuncia, quindi avanziamo ancora una volta alcune proposte concrete ed immediate, per risolvere quella che è ormai divenuta una vera e propria emergenza in un tempo già complesso per la pandemia, aumentando in maniera esponenziale i rischi per la salute dei cittadini.

Si è parlato tanto di economia circolare, ma senza l’avvio di filiere alternative (con centri di riuso e riciclo) poche appaiono le soluzioni immediate: l’utilizzo del termovalorizzatore di Gioia Tauro o il trasporto in discariche in grado di accoglierli, con l’aumento dei costi che ne comporta (ed i rischi di infiltrazione della criminalità organizzata). Sia ben inteso che non siamo favorevoli né alle discariche né agli inceneritori, entrambi rappresentano soluzioni residuali in un percorso di sviluppo sostenibile orientato agli obiettivi comunitari. 

Tuttavia, nell’emergenza, il termovalorizzatore, già esistente nel territorio della Città Metropolitana, potrebbe essere utilizzato meglio, considerando che lo stesso è costituito da due vie, di cui una prima attualmente funzionante, pur non a pieno regime e la seconda ferma per mancanza di manutenzione/adeguamento. 

Un’interlocuzione con la Regione appare urgente ed indispensabile nell’intento di ristabilire quella necessaria condivisione delle scelte in un ambito in cui la concorrenza delle competenze tra gli Enti locali lo impone. Peraltro proprio qualche giorno fa l’Assessore regionale all’Ambiente ha comunicato l’approvazione delle nuove linee guida del Piano di gestione rifiuti per adeguarlo alle nuove direttive comunitarie con l’obiettivo “discariche 0” da raggiungere entro due anni, in ragione del quale – ha aggiunto – le discariche …di Melicuccà e Motta San Giovanni (entrambe meritano un apposito approfondimento!)… avranno una durata limitata nel tempo”.

Far ripartire con immediatezza una nuova campagna informativa di sensibilizzazione della cittadinanza da coinvolgere per la riduzione del quantitativo di rifiuti e per il miglioramento della differenziazione degli stessi, così da favorire la vendita dei materiali commerciabili, quali carta, plastica e vetro, ai Consorzi convenzionati a tal fine (quali il Conai, Rilegno ecc.) e prevedendo, ove necessario, eventuali centri di stoccaggio.

Una buona raccolta differenziata consente di ridurre al minimo l’indifferenziato e, sempre nell’ottica del porta a porta, si potrebbe valutare la possibilità temporanea di cassonetti di “condominio” per alcune situazioni dove la gestione dei mastelli appare complessa. Così come per l’umido qualche risultato in più si potrebbe raggiungere con il compostaggio diffuso da realizzare con le compostiere di quartiere/comunità. Inoltre, individuare dei centri di raccolta zonali potrebbe facilitare anche un più corretto smaltimento degli ingombranti. 

Proponiamo, a tal fine, un Patto tra cittadini e amministratori, coinvolgendo anche le imprese per mettere a sistema responsabilmente le azioni di tutti i protagonisti del territorio.

Nel frattempo riteniamo urgente capire fino a che data è stato prorogato il contratto con l’AVR e quando si prevede il passaggio del servizio di raccolta e conferimento a Castore, la società in house che avrebbe dovuto consentire già da tempo l’internalizzazione del servizio”.

Laboratorio politico – Patto Civico