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Altro che grande, l’America è diventata piccola

Photo by Morry Gash-Pool/Getty Images

Usa 2020: le elezioni presidenziali americane non saranno ricordate per l’affluenza numerica record, bensì perché, con ogni probabilità, avranno sfatato un mito che dalla fine della prima guerra mondiale, l’intero pianeta ha avuto: quello dell’America

Di Kirieleyson.  Le elezioni presidenziali americane, comunque andranno a finire, non saranno ricordate per l’affluenza numerica record, bensì perché, con ogni probabilità, avranno sfatato un mito che dalla fine della prima guerra mondiale, quindi da oltre un secolo, l’intero pianeta ha avuto: quello dell’America.

Di quell’America caratterizzata da un grande senso dello stato, della libertà, del valore del merito, della democrazia.

Tutto ciò grazie a Donald Trump, il primo ed unico presidente degli Stati Uniti a mettere in dubbio le stesse regole della società americana.

Trump ha finora dimostrato un inesistente senso dello stato, evidenziatosi da mesi con le ripetute affermazioni che in caso di sconfitta non avrebbe rispettato l’esito delle urne e confermate dopo dalla denuncia di brogli quando ha capito che la sua strada verso la riconferma era in salita.

Ha dimostrato l’assenza di considerazione del concetto di libertà, visto che se l’è presa persino con i giornalisti a lui più vicini i quali, piuttosto che avallare le sue demenziali pretese di dichiararsi vincitore dieci minuti dopo l’inizio dello spoglio, si sono permessi di andare un po’ più cauti.

Trump ha dimostrato un inesistente considerazione del merito per l’astio nei confronti del virologo Fauci, sol perché lo stesso si era rifiutato di avvallare le sue cervellotiche “valutazioni” sul COVID.

Ed ancora a Trump ha sfregiato la più antica democrazia dell’età moderna ponendosi alla stessa stregua dei dittatori che l’America ha sempre dichiarato di combattere (a parte quelli, per la verità, che hanno fatto comodo agli interessi americani).

Ma c’è infine un altro mito che queste elezioni rischiano di far saltare: quello della tecnologia americana.

La gente si chiede infatti: ma è mai possibile che un paese che possiede la più grande economia, che è la più forte potenza militare, che annovera le migliori università, che ha inviato uomini sulla Luna, per stabilire chi ha vinto le elezioni debba aspettare (si dice) persino diverse settimane?