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La discarica di Melicuccà e la promessa elettorale di Falcomatà: a che punto sono i lavori? E soprattutto, quali sono i rischi ambientali? [FOTO & VIDEO]

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Sul fatto che il problema rifiuti vada risolto siamo tutti d’accordo, ma non con discariche che minano la salute pubblica

La discarca La Zingara, sita nel territorio comunale di Melicuccà ma ad un tiro di schioppo dal centro abitato di Sant’Eufemia d’Aspromonte, continua a far discutere per una lunga serie di motivi. Qual è lo stato dei lavori? Quali sono i rischi? A quando l’apertura? Siamo andati a dare un’occhiata alla situazione attuale della discarica e abbiamo provato a fare chiarezza, in una confusione di informazioni che rischia di far poco comprendere qual è il destino di quell’area.

Partiamo dalla destinazione d’uso: la discarica in questione servirà per il conferimento di scarti prodotti dagli impianti di trattamento dell’indifferenziato proveniente dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria. Il problema rifiuti, com’è noto, è ormai da tempo uno dei grandi limiti di Reggio e zone limitrofe. L’individuazione di un luogo dove conferire i rifiuti ‘affrancandosi’ dalla Regione era diventata una priorità per l’amministrazione metropolitana. Lo scorso 30 settembre, in piena campagna elettorale, il sindaco Falcomatà aveva pubblicato sui social un post dall’incipit altisonante che sapeva di miracoloso: “Emergenza Rifiuti, la soluzione dei nostri problemi è vicina!“. “A Melicuccà i lavori proseguono, fortunatamente, senza intoppi – si leggeva nel post -. Da giugno (da quando cioè la Regione ci ha dato la delega esclusivamente per Melicuccà) nell’ufficio Ambiente della Città Metropolitana si lavora a testa bassa e senza sosta per affrontare e risolvere i problemi creati da altri e mai seriamente affrontati prima di noi. Finalmente, a fine ottobre, la Città Metropolitana di Reggio Calabria avrà a disposizione la propria discarica di servizio che ci consentirà di essere indipendenti dalla Regione. Mentre gli altri, in questi lunghi mesi di campagna elettorale, hanno giocato sporco, è proprio il caso di dire, sulla pelle di tutti i cittadini dell’area metropolitana di Reggio, noi non abbiamo mai perso di vista l’obbiettivo finale: assicurare a tutto il territorio una completa ed efficiente rete impiantistica di trattamento e smaltimento dei rifiuti“.

Ad oggi, 12 novembre, i lavori alla discarica non sono ancora conclusi. Come si può vedere dalle foto presenti nella gallery scorrevole in alto e dal video postato in fondo all’articolo, solo una parte di terreno è stata coperta. Inoltre il fondo della discarica presenta un evidente problema, il medesimo che da anni viene sottolineato dalle associazioni ambientaliste: l’incombente presenza di una falda acquifera dovrebbe di fatto impedire che nel luogo in questione sorga una discarica. Nel corso degli anni le associazioni ambientaliste hanno più volte sollevato il problema, apparentemente rimasto ignorato. Nonostante le bonifiche a cui quel terreno avrebbe dovuto essere sottoposto, come specificamente richiesto dai comuni interessati, tra cui anche quello di Sant’Eufemia d’Aspromonte prima del commissariamento con una lettera inviata alla regione, le risposte giunte ai cittadini ad oggi sono pari a zero. L’apertura sembra essere imminente, ma quali sono le certezze?

Stiamo parlando di un territorio a prevalente vocazione agricola, che potrebbe subire seri danni a causa di un inquinamento proveniente da una falda acquifera che rischia di essere contaminata da residui di rifiuti. Come era già accaduto in passato, la notizia dell’imminente apertura della nuova discarica sta interessando diversi comuni della Piana di Gioia Tauro, e le forze politiche, a fianco di ambientalisti e privati cittadini, stanno cercando di avere le tanto agognate risposte. Il punto cruciale è proprio quello della vicinanza tra la “La zingara” e l’invaso dell’acquedotto Vina, che serve i comuni di Palmi, Melicuccà e Seminara. I sindaci di questi tre comuni, rispettivamente Giuseppe Ranuccio, Emanuele Oliveri e Carmelo Arfuso, sembrano essere certi che l’apertura dell’impianto non presenti pericoli per la salute pubblica, e a confermarlo sarebbero alcune perizie che sono state effettuate durante il periodo in cui la struttura era sotto sequestro. Ecco il comunicato stampa emanato qualche settimana fa dal primo cittadino di Palmi:

In qualità di primi cittadini dei comuni facenti parte del Consorzio Acquedotto Vina, vogliamo fare chiarezza in merito ai presunti rischi per la salute derivanti dall’entrata in servizio della discarica sita in località “La Zingara” di Melicuccà e dalla vicinanza della sorgente dell’Acquedotto Vina.

Come Sindaci abbiamo posto sin da subito grande attenzione sulla questione poiché, come tutti i nostri cittadini, vogliamo essere certi che la realizzazione dell’impianto non comporti l’inquinamento di una delle principali fonti di approvvigionamento d’acqua dei nostri centri.

Nella giornata di ieri ci siamo recati presso la Città Metropolitana di Reggio Calabria per approfondire ulteriormente in maniera dettagliata gli studi effettuati finora dai tecnici di competenza.

Come noto, la nuova discarica sorge in un’area già ospitante una vecchia discarica, per la quale sono in corso le procedure preventive per l’avvio dei lavori di bonifica. La discarica di nuova costruzione ospiterà esclusivamente rifiuti già trattati, materiale organico di fatto equiparabile al cosiddetto “compost fuori specifica” ovvero una frazione organica stabilizzata comunemente detta FOS. Si tratta dunque di un rifiuto con un minimo impatto ambientale, caratterizzato da stabilità, mancanza di odore e dalla pochissima produzione di percolato.

Il sito dove è ubicata la vecchia discarica e la costruenda dista oltre 3km dalla fonte e non ci sono evidenze che possano dimostrare un possibile inquinamento della sorgente dell’acquedotto.

Infatti, come evidenziato dalle analisi periodiche svolte, l’acquedotto Vina non è mai stato interessato da contaminazioni o inquinamenti, per cui l’acqua risulta essere al 100% pulita e sana e con buone caratteristiche organolettiche. Di fatto, anche le indagini effettuate nelle vicinanze della stessa nel corso di questi anni non hanno rilevato la presenza di elementi inquinanti.

Pertanto, pur essendo la posizione della discarica opinabile in quanto posta in posizione sommitale sul versante che declina verso la Sorgente Vina, a seguito delle indagini effettuate e i riscontri sulla campionatura e sull’analisi delle acque della sorgente Vina, i tecnici convergono verso un’evidente mancanza di interferenza con le falde di alimentazione della sorgente stessa.

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Da qui – si legge ancora nel comunicato – la scelta di realizzare sul sito una discarica predisposta, ribadiamo, per il conferimento di un rifiuto comunque di bassissimo impatto ambientale e con l’utilizzo delle più moderne tecnologie di contenimento e impermeabilizzazione oltre che dei più ampi livelli di sicurezza, nel totale rispetto delle prescrizioni e delle più recenti normative vigenti in materia, atte proprio a contrastare la possibilità di danni ambientali e/o problemi alla salute pubblica, come nel caso specifico.

Non vogliamo e non dobbiamo far si che la nuova discarica sia realizzata ad ogni costo, ciò è ovviamente lontano dagli interessi delle nostre città e dei cittadini, tuttavia non possiamo pregiudizialmente opporci alla sua realizzazione.

In ogni caso, in qualità di sindaci e autorità sanitarie locali dei comuni interessati, oltre ad attenzionare e sollecitare le operazioni di bonifica del vecchio sito, abbiamo chiesto ulteriori approfondimenti agli Enti e ai Tecnici competenti, e abbiamo altresì proposto una cabina di regia condivisa con la nomina di un tecnico di parte (a cura dell’acquedotto Vina) che ci supporti nel vigilare e verificare che la realizzazione e la gestione della discarica avvenga nelle modalità concordate, al fine di fugare ogni dubbio sulla sicurezza della costruenda discarica.

Qualora emergesse qualcosa di diverso rispetto a quanto finora accertato, saremo i primi a rivedere la nostra posizione e ad opporci strenuamente alla realizzazione della stessa”.

I sindaci sono convinti che non vi saranno conseguenze sull’ambiente, dunque, sebbene le associazioni ambientalistiche dicano tutt’altro, da anni. Diverso è invece il problema dei comuni “a monte” della discarica, come Sant’Eufemia appunto, il cui centro abitato è in verità il più vicino alla discarica, e sebbene la falda acquifera in questione non serva il comune eufemiese, è altrettanto vero che il problema che potrebbe porsi è di tutt’altro tipo, come l’aria malsana. Le risposte in merito sono vaghe e quasi inesistenti. Prima dell’apertura, ampiamente annunciata ma in evidente ritardo, sarebbe opportuno che tutti, cittadini, forze politiche, associazioni ambientaliste, avessero le risposte ufficiali che cercano, perché sul fatto che il problema rifiuti vada risolto siamo tutti d’accordo, ma non al grave prezzo della salute pubblica.

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