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Dentisti, Ghirlanda: “nessuna considerazione da parte del governo. Nella nostra filiera abbiamo quasi 300mila persone impiegate”

Dentisti, Ghirlanda: “nessuna considerazione da parte del governo. Nella nostra filiera abbiamo quasi 300mila persone impiegate. Mi auguro che il pensiero prevalente non sia che siamo tutti benestanti e allora non abbiamo bisogno di ristori. I dpi sono tutti a nostro carico”

Carlo Ghirlanda, pres. Associazione Nazionale Dentisti Italiani, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

Nessun ristoro economico per i dentisti. “I dentisti a volte sono lavoratori e anche datori di lavoro –ha affermato Ghirlanda-. Quando noi diciamo che nei riguardi del nostro settore non ci sono state misure di alcun tipo a favore, parliamo di tutto il complesso del settore che è piuttosto articolato. Nell’ambito della nostra filiera abbiamo quasi 300mila persone impiegate. Più in generale del settore delle libere professioni noi siamo semplicemente non considerati da questo governo. Mi auguro che il pensiero prevalente non sia che siamo tutti benestanti e allora non abbiamo bisogno di ristori. Noi siamo professionisti, abbiamo una partita iva, facciamo un lavoro autonomo e da questo punto di vista non siamo né privilegiati né altro. Noi per svolgere la nostra professione non possiamo mantenere la distanza di sicurezza di un metro, quindi dobbiamo adottare tutta una serie di dispositivi di protezione che è completamente a nostro carico. Siamo stati inclusi in quel credito d’imposta del 60%, ma nei nostri confronti e di tutte le categorie mediche non c’è niente di specifico per consentirci un minimo di agio per consentire l’acquisto dei dpi fondamentali per lavorare. Ci chiedono di andare in trincea senza alcun tipo di protezione. I giovani sono molto in difficoltà, gran parte di loro non è proprietario di uno studio, ma svolge il ruolo di consulente”. “C’è una minore richiesta di cure dentistiche. Innanzitutto perché c’è stato un rallentamento nella circolazione dei cittadini. E poi perché una parte della popolazione ha minore disponibilità di spesa. Non si può ragionare per cluster economici, c’è un’interdipendenza tra cluster economici. Il ristorante non lavora perché molte persone che ci andavano a pranzo ora sono in smart working e non spendono nemmeno nei negozi. Col dl ristori sono stati premiate alcune attività, ma questo sistema è mutuale e ognuno deve lavorare assieme all’altro”. “Evasione fiscale? Noi abbiamo un indice ufficiale che è quello dei dati Istat sui consumi delle famiglie italiane, noi abbiamo fatto un incrocio con i nostri dati e c’è una correlazione quasi del 100%. Non c’è alcun tipo di comportamento anomalo”.