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Coronavirus, il viaggio delle Iene in Calabria e gli orrori del commissario Arcuri denunciati dal Gom [FOTO]

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Il Gom di Reggio Calabria è ancora in attesa della progettazione definitiva del Commisario Arcuri, ma intanto ha installato 12 nuovi posti letto

“Questo ospedale è vuoto, potevano fare posti letto per malati Covid. Ma non hanno fatto niente, mancano i dottori e gli infermieri. A quest’ora la Calabria non sarebbe zona rossa”, è questo quanto emerge dall’ospedale “Giovanni XXIII” di Gioia Tauro dove si sono recate Le Iene per la rubrica “Ospedali da incubo”. Come noto ormai da giorni, la Regione è in “zona rossa” non per l’emergenza sanitaria e per la saturazione delle terapie intensive, ma per la mancata messa in opera del Piano Covid. “La sanità calabrese non è pronta ad affrontare la pandemia, non si può tracciare un’intera provincia se c’è solo un laboratorio che elabora i tamponi”, afferma Carlo Guccione (consigliere regionale) che spiega quanto invece avviene nel territorio cosentino.

Intanto a Reggio Calabria la situazione non migliora, anzi. In una provincia che ospita circa mezzo milione di abitanti, a disposizione per l’emergenza Coronavirus esiste solo il Gom. Agli Ospedali Riuniti – fa ancora presente il servizio – non esiste un percorso e una segnaletica che separi i reparti riservati ai malati Covid da quelli non Covid. Chiunque abbia la febbre e presenti i sintomi riconducibili all’infenzione viene trasferito al Gom come possibile paziente Covid, da qualsiasi parte della provincia esso arrivi. “Stiamo aspettando dal Commissario Arcuri la progettazione definitiva. Abbiamo recuperato intanto 12 posti letto nuovi, abbiamo cercato di salvarsi da soli. Per attivare un nuovo reparto devo trovare 4 infermieri a turno e i dottori, mentre a Gioia Tauro si grattano la pancia e qui non abbiamo dove mettere i pazienti”, afferma il direttore della struttura Antonino Verduci.

E intanto da Catanzaro, nessuna notivtà arriva dalle parole del Presidente facente funzioni Nino Spirlì: “la Regione non ha contatti con loro, abbiamo dato tutte le risposte che dovevamo dare. La responsabilità è esclusivamente del commissario ad acta”. Insomma, l’ennesimo grande passaggio di responsabilità, senza nessuno che metta le mani avanti per risolvere una situazione che va avanti da decenni e adesso con questa emergenza diventa come una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. I cittadini calabresi pagano ancora una volta le conseguenze di una politica assente, sia a livello nazionale, che a livello locale.